Funghi medicinali

Panoramica dei benefici dei funghi medicinali

I funghi medicinali sono autentici concentrati di nutrienti con numerosi benefici per la salute, tra cui:

Sostegno al sistema immunitario;
Elevato contenuto di antiossidanti;
Promozione di una risposta infiammatoria sana;
Regolazione dei livelli di zucchero nel sangue;
Miglioramento della salute cerebrale e delle funzioni cognitive;
Supporto al sistema nervoso;
Incremento dell’energia e della resistenza.

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Comunemente chiamato orecchio di Giuda, dato che la sua forma ricorda un padiglione auricolare, l'Auricolaria (Auricolaria auricola-judae) ha…

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Chaga

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Cordyceps

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Lion's Mane

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Ricco di beta-glucani, erinacine ed ericenoni, l'Hericium (Hericium erinaceus) supporta la salute cognitiva, il sistema nervoso e la…

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Maitake

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Reishi

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Shiitake

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Lo Shiitake (Lentinula edodes) è uno dei funghi più apprezzati nella tradizione asiatica. Supporta il sistema immunitario, aiuta…

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Cosa sono i funghi medicinali? 

I funghi medicinali sono specie fungine che, oltre al valore nutrizionale, contengono composti bioattivi con effetti documentati sulla fisiologia umana. Esistono oltre 700 specie con proprietà studiate, ma quelle realmente diffuse negli integratori sono una ventina. La differenza rispetto ai funghi da cucina sta nella concentrazione e nella varietà delle molecole attive: un Reishi crudo, per esempio, è troppo amaro e legnoso per finire in padella, ma è una fonte eccezionale di triterpeni ganoderici.

Il termine più preciso per descrivere la disciplina che li studia è micoterapia (dal greco mýkēs, fungo, e therapeía, cura), una branca della fitoterapia che indaga gli effetti dei funghi sull’organismo. In Cina, Giappone e Corea la micoterapia è integrata nella pratica medica da secoli e il primo trattato che documenta l’uso del Ganoderma lucidum è lo Shen Nong Ben Cao Jing, risalente al 200-300 a.C. [1]. In Occidente l’interesse è esploso negli ultimi vent’anni, trainato da una produzione scientifica in forte crescita.

I composti attivi dei funghi medicinali

Quello che rende un fungo medicinale diverso da un fungo da cucina e ne determina l’efficacia sono le molecole che contiene. Ogni specie ne produce di specifiche, ma alcune categorie si ritrovano in quasi tutte le specie più studiate.

Beta-glucani e polisaccaridi

I beta-glucani sono grandi molecole di zuccheri complessi, tipiche dei funghi medicinali. Hanno una forma ramificata che il nostro organismo riconosce come “segnale” per attivare le difese naturali. In pratica, una volta ingeriti, raggiungono l’intestino e da lì innescano una risposta equilibrata, senza reazioni eccessive. L’organismo non li tratta come una minaccia, ma come uno stimolo che lo mantiene vigile e reattivo [2]. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha già confermato il loro effetto sul metabolismo del colesterolo, e gli studi sugli effetti immunitari continuano a crescere [3].

Un dettaglio curioso è che i beta-glucani dei funghi sono diversi da quelli che si trovano più comunemente nei cereali, come ad esempio nell’avena o nell’orzo. La loro struttura molecolare è più complessa, e questo li rende molto più attivi sulle difese naturali. I beta-glucani dei cereali, invece, agiscono soprattutto sul colesterolo. Per questo un integratore a base di Reishi o Shiitake non è intercambiabile con una porzione di fiocchi d’avena.

Triterpeni

I triterpeni sono composti tipici del Reishi (Ganoderma lucidum), dove prendono il nome di acidi ganoderici. Sono i responsabili del sapore amarissimo del fungo crudo e la letteratura scientifica li associa a un’azione antiossidante e di sostegno per il fegato [4]. Si trovano in concentrazione più alta nella parte visibile del fungo (il corpo fruttifero) e nelle spore. 

Nucleosidi, erinacine e altri composti specifici

Ogni specie di fungo medicinale produce molecole esclusive. 

La cordicepina del Cordyceps, per esempio, è una molecola simile all’adenosina (la stessa sostanza che il corpo usa per produrre energia cellulare) e per questo viene associata a un effetto rivitalizzante e adattogeno [5].

Le erinacine e gli hericenoni dell’Hericium erinaceus sono tra le poche molecole naturali in grado di raggiungere direttamente il cervello, dove stimolano la produzione di fattori di crescita che sostengono la salute dei neuroni [6]. 

Il lentinano dello Shiitake, infine, è uno dei polisaccaridi più studiati per la sua capacità di stimolare le difese naturali dell’organismo. 

Proprio questa diversità di composti spiega perché spesso si combinano più funghi in un’unica integrazione. 

Corpo fruttifero o micelio

Un fungo è formato da due parti principali. 

Il corpo fruttifero è la struttura visibile, quella che normalmente raccoglieresti nel bosco. 

Il micelio è la rete di filamenti sotterranei (o nel substrato) da cui il fungo si sviluppa. Entrambi contengono composti bioattivi, ma con concentrazioni diverse.

Negli integratori di qualità si usa l’estratto titolato del corpo fruttifero, perché garantisce una concentrazione verificata e costante di principi attivi. Un estratto titolato al 30% in polisaccaridi, per esempio, significa che tre decimi del peso dell’estratto sono costituiti da beta-glucani e altri polisaccaridi bioattivi. Questo dettaglio tecnico (che pochi conoscono) fa la differenza tra un integratore che contiene le molecole attive in dose utile e uno che le contiene solo in tracce.

Alcuni prodotti economici utilizzano micelio coltivato su riso o cereali e non separato dal substrato. L’integratore in questo modo contiene molto amido e pochi composti attivi. Prima di acquistare, controlla sempre se l’etichetta specifica “estratto di corpo fruttifero” e la percentuale di titolazione.

Cos’è un integratore di funghi medicinali e a cosa serve

Un integratore a base di funghi medicinali è un prodotto alimentare che concentra i composti attivi del fungo (beta-glucani, triterpeni, polisaccaridi) in una forma facile da assumere ogni giorno. Non è un farmaco, non serve ricetta e non sostituisce una dieta equilibrata, ma può affiancare le proprie abitudini alimentari con sostanze che il corpo difficilmente ricaverebbe dal cibo comune.

In Italia, prima di arrivare sugli scaffali, ogni integratore deve essere notificato al Ministero della Salute, che verifica ingredienti, dosaggi e correttezza delle etichette. Tutti gli integratori alimentari devono rispettare le normative di sicurezza alimentare dell’UE e nazionali, e le aziende produttrici devono seguire rigidi standard di qualità e sicurezza, tra cui le buone norme di fabbricazione (GMP) e l’autocontrollo secondo il regolamento CE 852/04 [12]​​. Questo significa che un integratore venduto regolarmente in Italia è stato controllato nei contenuti e nella sicurezza. Resta comunque importante seguire le indicazioni del proprio medico, soprattutto se si assumono altri farmaci o si hanno condizioni particolari, perché gli effetti di un integratore possono essere diversi da persona a persona.

Come scegliere i funghi medicinali da acquistare 

Il mercato degli integratori a base di funghi medicinali è cresciuto rapidamente e orientarsi non è semplice. Quando acquisti integratori a base di funghi medicinali, devi evitare riempitivi e ingredienti indesiderati per garantire un prodotto di alta qualità. Ecco cosa controllare prima di acquistare, in ordine di importanza:

  • Titolazione dei principi attivi: un integratore serio riporta in etichetta la percentuale di polisaccaridi (o beta-glucani) garantita per capsula. Un titolo al 30% in polisaccaridi è uno standard professionale. Senza questa informazione, non hai modo di sapere se stai assumendo una dose utile o una polvere di fungo generico;
  • Parte del fungo utilizzata: cerca la dicitura “estratto di corpo fruttifero” (sporoforo) e verifica che sia ottenuto tramite estrazione in acqua calda, il metodo che concentra meglio i composti attivi. Evita i prodotti che riportano “micelio” come ingrediente principale. Il micelio coltivato su cereali contiene poco beta-glucano e molto amido. Come regola pratica, l’amido non dovrebbe superare il 5% della composizione totale. Se l’etichetta non specifica la parte del fungo utilizzata o non dichiara il contenuto di polisaccaridi e triterpeni, è il caso di approfondire;
  • Sinergia con la vitamina C: la letteratura scientifica indica che l’acido ascorbico assunto insieme ai funghi medicinali aumenta l’assorbimento intestinale dei polisaccaridi che sostengono le difese naturali [10]. Una formula che integra vitamina C (meglio se naturale, da rosa canina) è quindi preferibile a una che contiene solo l’estratto fungino;
  • SOD antiossidante: la superossido dismutasi (SOD) è un enzima antiossidante che il corpo produce naturalmente. Quando è presente nella formula dell’integratore, agisce in sinergia con i polisaccaridi del fungo, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo su un piano complementare;
  • Produzione e controlli: verifica che l’integratore sia prodotto in Italia o in Europa, sottoposto a test di laboratori indipendenti e conforme alle normative vigenti. La tracciabilità della filiera è un indicatore di serietà;
  • Tempi e continuità: i funghi medicinali non danno effetti immediati. Possono servire almeno due settimane prima di percepire i primi cambiamenti, e per risultati stabili la letteratura indica 4-8 settimane di assunzione costante. Alcuni professionisti della micoterapia consigliano una pausa di una settimana ogni quattro o sei mesi di integrazione.

I 7 funghi medicinali più studiati

Non esiste “il miglior fungo medicinale” in assoluto, perché ogni specie agisce su aree diverse dell’organismo. Ecco una panoramica delle sette specie che compongono la linea Veeta, attentamente selezionate in quanto tra le più documentate nella letteratura scientifica.

(tabella Sara in html)

Reishi (Ganoderma lucidum)

Conosciuto in Cina come Ling Zhi (“pianta dello spirito”), il Reishi ha una storia documentata di oltre 2.000 anni. I monaci taoisti lo utilizzavano per calmare la mente durante la meditazione, e la famiglia imperiale cinese lo ribattezzò “fungo dell’immortalità”, considerandolo una delle erbe superiori per la longevità. Oggi è probabilmente il fungo medicinale più studiato al mondo.

Contiene triterpeni ganoderici, polisaccaridi e beta-glucani con effetto documentato sulla regolazione delle difese naturali [2]. Un trial clinico del 2023 su adulti sani ha mostrato che l’assunzione quotidiana di beta-glucani di Reishi per 84 giorni ha prodotto un rafforzamento misurabile della risposta immunitaria [3]. Tra i suoi usi tradizionali più consolidati ci sono il sostegno al riposo notturno, la riduzione dello stress e il sostegno della funzione del fegato [4].

Il Reishi non è un “fungo miracoloso”. È il più versatile della categoria. Il dosaggio più comune negli studi è di 1.000-1.500 mg di estratto titolato al giorno. I primi risultati si osservano generalmente dopo 4-8 settimane di assunzione costante.

Cordyceps (Cordyceps militaris)

Il Cordyceps è il fungo dell’energia e della resistenza. Antichi testi di medicina cinese e tibetana lo descrivono come un tonico prezioso, utilizzato dai guaritori tradizionali per incrementare la vitalità e la resistenza fisica. Nella tradizione era riservato alla corte imperiale per il suo effetto rivitalizzante, ed era impiegato per fronteggiare stanchezza, esaurimento e stress prolungato, con una particolare affinità per i reni e i polmoni.

Il suo principio attivo caratteristico è la cordicepina, una molecola simile all’adenosina che interviene nella produzione di ATP, la sostanza che fornisce energia alle cellule [5]. Per questo è tra i funghi più scelti da chi pratica attività sportiva o affronta periodi di stanchezza intensa. 

Una nota importante sulla specie è che il Cordyceps sinensis selvatico è il fungo più costoso al mondo (oltre 20.000 dollari al chilo) e si trova quasi esclusivamente in Asia ad altitudini elevate. Se un prodotto europeo dichiara di contenere Cordyceps sinensis, è quasi certamente derivato da micelio coltivato su cereali, con una concentrazione di beta-glucani molto bassa. La specie che si può coltivare in modo affidabile producendo un corpo fruttifero vero è il Cordyceps militaris, che offre benefici comparabili e una concentrazione verificabile di composti attivi.

Lion’s Mane (Hericium erinaceus)

È il fungo più interessante per le funzioni cognitive. In Cina è conosciuto come Hou Tou Gu (“fungo testa di scimmia”), in Giappone come Yamabushitake, dal nome dei monaci buddhisti Shugendō che ne bevevano il tè per migliorare la concentrazione durante la meditazione. Il suo aspetto è inconfondibile: lunghe spine bianche che ricordano una cascata e cresce sui tronchi degli alberi di latifoglie nelle foreste dell’emisfero nord.

Le sue molecole esclusive, erinacine e hericenoni, sono tra le poche sostanze naturali in grado di raggiungere direttamente il cervello, dove stimolano la produzione di fattori di crescita che sostengono la salute e la rigenerazione dei neuroni [6]. Nella medicina tradizionale cinese veniva utilizzato per la digestione, per l’energia e come tonico per lo stress. 

Un trial clinico in doppio cieco del 2009 condotto su anziani con lievi difficoltà di memoria ha mostrato miglioramenti significativi nei test cognitivi dopo 16 settimane di assunzione [7]. È adatto a chi cerca sostegno per la concentrazione, la memoria e la lucidità mentale, e la ricerca recente ne sta studiando gli effetti anche sulla flora intestinale e sulla gestione dell’umore.

Shiitake (Lentinula edodes)

Lo Shiitake è il fungo medicinale più consumato al mondo ed è anche uno dei più gustosi. In Cina è chiamato Xiang Gu (“fungo profumato”) e durante la dinastia Ming era considerato “l’elisir di lunga vita”. In Giappone viene coltivato da secoli sugli alberi shii (una famiglia che comprende faggi e querce), da cui prende il nome.

Oltre al valore gastronomico, contiene lentinano, un beta-glucano studiato per il suo effetto sulle difese naturali, tanto che in Giappone è utilizzato come terapia di supporto in ambito ospedaliero, e eritadenina, un composto che secondo la letteratura può concorrere al mantenimento di livelli sani di colesterolo. 

Lo Shiitake è ricco di vitamine del gruppo B e studi recenti indicano che può sostenere la prima linea delle difese naturali riducendo al contempo i marcatori legati allo stato infiammatorio dell’organismo [11]. È anche una rara fonte alimentare naturale di vitamina D2, particolarmente se esposto alla luce solare durante l’essiccazione.

Maitake (Grifola frondosa)

In giapponese Maitake significa “fungo danzante”, un nome che riflette l’entusiasmo con cui veniva accolto chi lo trovava nei boschi. È diffuso nelle foreste di latifoglie del Nord America e del Giappone, ed è apprezzato sia come alimento (per il suo sapore terroso e profondo) sia come fungo medicinale. Nella medicina tradizionale cinese è utilizzato per il suo effetto sulla milza e per migliorare l’energia.

Il suo composto più studiato è la Frazione D, un complesso polisaccaridico isolato negli anni ’90 dal farmacologo giapponese Hiroaki Nanba alla Kobe Pharmaceutical University. Secondo le ricerche, la Frazione D interagisce con le difese immunitarie e con i processi metabolici, in particolare quelli legati alla glicemia e al metabolismo dei grassi [8]. Il Maitake contiene beta-glucani associati a una crescita cellulare sana e al normale ricambio delle cellule.

Chaga (Inonotus obliquus)

Il Chaga è, a rigore, uno sclerozio (una massa di fibre legnose e fungine), non un vero corpo fruttifero. Cresce quasi esclusivamente sulle betulle delle foreste siberiane e nordiche, e la tradizione sciamanica lo chiama “Oro Nero della taiga”. Il suo uso medicinale risale al XVI secolo in Russia, dove veniva preparato come tè per la salute dello stomaco. La sua fama crebbe ulteriormente dopo il 1966 con il romanzo “Padiglione cancro” di Alexander Solzhenitsyn, che ne descriveva l’uso tradizionale.

La sua particolarità è l’altissima concentrazione di melanina (nello strato esterno nero, con possibili benefici per la pelle) e di acido betulinico (derivato dalla betulina della corteccia di betulla su cui cresce), che gli conferiscono uno dei valori ORAC (capacità di assorbimento dei radicali liberi) più alti tra tutti gli alimenti testati [4][9]. Per questo è considerato uno dei migliori funghi antiossidanti e uno dei più interessanti per chi cerca un effetto anti-age.

Un dettaglio curioso è che il Chaga coltivato in laboratorio su cereali non contiene i composti derivati dalla betulla (betulina e acido betulinico), che sono proprio quelli più interessanti. Solo il Chaga cresciuto su betulle vive li produce naturalmente. In Finlandia si stanno sperimentando inoculazioni dirette sugli alberi, una pratica più costosa ma che preserva il profilo completo del fungo.

Auricularia (Auricularia auricula-judae)

Conosciuta come “orecchio di Giuda” per la sua forma caratteristica (simile a un orecchio umano), l’Auricularia è il fungo medicinale più legato alla circolazione sanguigna. Nella medicina tradizionale cinese è considerata di temperatura neutra e gusto dolce, con effetti su fegato, milza e polmoni. Era utilizzata per reintegrare l’energia, idratare, favorire il movimento intestinale e sostenere la circolazione. In Asia è chiamata Yung Ngo o Kikurage e viene aggiunta ai piatti per la sua consistenza croccante.

Documenti storici attestano il suo uso e la coltivazione mirata fin dal 600 d.C. Contiene polisaccaridi con effetto prebiotico ed è particolarmente ricco di ferro e fibre solubili, il che lo rende interessante sia per il transito intestinale sia per chi ha bisogno di integrare ferro nella dieta. Il suo corpo fruttifero ha una struttura gelatinosa e flessibile, e cresce su tronchi e ceppi di alberi come aceri, querce e frassini, anche durante i mesi freddi.

Come si assumono i funghi medicinali e in quale dosaggio

Le forme più diffuse sono capsule, polvere solubile ed estratti liquidi. Le capsule, ossia il formato che noi di Veeta abbiamo scelto per i nostri integratori, offrono il vantaggio di un dosaggio preciso e costante. La polvere si può aggiungere a frullati, zuppe o bevande calde. Gli estratti liquidi sono meno diffusi in Italia ma molto usati nella tradizione asiatica.

Il dosaggio giornaliero varia da specie a specie e dipende dal tipo di estratto. Per un estratto titolato al 30% in polisaccaridi, come quello di Veeta, il riferimento più comune nella letteratura è di 1.000-3.000 mg al giorno, suddivisi in due o tre assunzioni. I funghi medicinali si assumono preferibilmente al mattino, a stomaco vuoto, con un bicchiere d’acqua. I tempi di risposta variano: per il Reishi, gli studi indicano un minimo di 4-8 settimane di assunzione costante prima di osservare effetti apprezzabili.

Si possono assumere più funghi medicinali insieme? 

Sì, a patto di rispettare i dosaggi indicati per ciascuno e di scegliere specie con aree d’azione complementari. Un abbinamento classico è Reishi (difese immunitarie e riposo) più Lion’s Mane (funzioni cognitive). I mix di più specie, quando formulati con criterio, possono ampliare lo spettro d’azione senza sovrapposizioni.

Controindicazioni e precauzioni da conoscere

I funghi medicinali sono generalmente ben tollerati, ma non sono privi di possibili interazioni. 

Le precauzioni più importanti riguardano chi assume farmaci immunosoppressori (i beta-glucani stimolano la risposta immunitaria, e questo potrebbe interferire con la terapia) o farmaci anticoagulanti (alcuni funghi, come l’Auricularia, hanno un’azione tradizionalmente associata alla fluidificazione del sangue).

In gravidanza, durante l’allattamento e per i bambini sotto i 12 anni, è sempre necessario consultare il medico prima di iniziare qualsiasi integrazione. Lo stesso vale per chi soffre di patologie croniche, malattie autoimmuni o è in trattamento farmacologico. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

Tra gli effetti indesiderati più segnalati ci sono lievi disturbi gastrointestinali (gonfiore, gas) nelle prime settimane di assunzione, che di solito si risolvono spontaneamente. Alcune persone riportano un iniziale peggioramento dei sintomi nei primi giorni, interpretato nella tradizione micoterapica come una fase di adattamento dell’organismo. Se i disturbi persistono, è il caso di interrompere l’assunzione e confrontarsi con il proprio medico.

Cosa aspettarsi dai funghi medicinali

I funghi medicinali non sono farmaci né loro sostituti. Quello che la ricerca documenta, e che l’esperienza di milioni di utilizzatori conferma, è che possono giovare alla qualità della vita quotidiana quando vengono integrati all’interno di un percorso di salute consapevole che comprende alimentazione equilibrata, attività fisica e gestione dello stress.

L’aspettativa corretta non è quella di un effetto immediato e spettacolare, ma di un cambiamento progressivo che si costruisce nel tempo. Chi assume Reishi per il sonno potrebbe notare un riposo più profondo dopo qualche settimana. Chi prende Lion’s Mane per la concentrazione potrebbe percepire una maggiore lucidità nell’arco di uno o due mesi. Chi cerca un effetto antiossidante con il Chaga lavora sulla protezione cellulare a lungo termine, non su un risultato visibile dall’oggi al domani.

La qualità dell’integratore fa una differenza enorme. Un estratto titolato da corpo fruttifero, con vitamina C e SOD, e prodotto in Italia sotto controlli di laboratorio indipendenti, non è confrontabile con una polvere di micelio su riso venduta a pochi euro. L’efficacia dipende dalla concentrazione dei principi attivi, dalla biodisponibilità della formula e dalla costanza dell’assunzione.

Bibliografia e fonti

[1] Wachtel-Galor S., Yuen J., Buswell J.A., Benzie I.F.F. (2011). Ganoderma lucidum (Lingzhi or Reishi). A Medicinal Mushroom. In: Herbal Medicine: Biomolecular and Clinical Aspects. 2nd ed. CRC Press/Taylor & Francis.

[2] Lin Z.B. (2005). Cellular and molecular mechanisms of immuno-modulation by Ganoderma lucidum. Journal of Pharmacological Sciences, 99(2), 144-153.

[3] Mallard B., Leach D.N., Wohlmuth H., Tiralongo J. (2023). Evaluation of Immune Modulation by β-1,3; 1,6 D-Glucan Derived from Ganoderma lucidum in Healthy Adult Volunteers, A Randomized Controlled Trial. Foods, 12(3), 659.

[4] Seweryn E., Ziała A., Gamian A. (2021). Health-Promoting of Polysaccharides Extracted from Ganoderma lucidum. Nutrients, 13(8), 2725.

[5] Tuli H.S., Sandhu S.S., Sharma A.K. (2014). Pharmacological and therapeutic potential of Cordyceps with special reference to Cordycepin. 3 Biotech, 4(1), 1-12.

[6] Mori K., Obara Y., Hirota M. et al. (2008). Nerve growth factor-inducing activity of Hericium erinaceus in 1321N1 human astrocytoma cells. Biological & Pharmaceutical Bulletin, 31(9), 1727-1732.

[7] Mori K., Inatomi S., Ouchi K. et al. (2009). Improving effects of the mushroom Yamabushitake (Hericium erinaceus) on mild cognitive impairment: a double-blind placebo-controlled clinical trial. Phytotherapy Research, 23(3), 367-372.

[8] Masuda Y., Inoue H., Ohta H. et al. (2013). Oral administration of soluble β-glucans extracted from Grifola frondosa induces systemic antitumor immune response and decreases immunosuppression in tumor-bearing mice. International Journal of Cancer, 133(1), 108-119.

[9] Glamočlija J., Ćirić A., Nikolić M. et al. (2015). Chemical characterization and biological activity of Chaga (Inonotus obliquus), a medicinal “mushroom”. Journal of Ethnopharmacology, 162, 323-332.

[10] Tawasri P., Ampasavate C., Tharatha S., Chiranthanut N., Teekachunhatean S. (2016). Effect of Oral Coadministration of Ascorbic Acid with Ling Zhi Preparation on Pharmacokinetics of Ganoderic Acid A in Healthy Male Subjects: A Randomized Crossover Study. BioMed Research International, 2016, 2819862.

[11] Dai X., Stanilka J.M., Rowe C.A. et al. (2015). Consuming Lentinula edodes (Shiitake) Mushrooms Daily Improves Human Immunity: A Randomized Dietary Intervention in Healthy Young Adults. Journal of the American College of Nutrition, 34(6), 478-487.

[12] Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 139, 30.4.2004, pp. 1-54.

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