Miglioramento della salute cardiovascolare
La salute cardiovascolare dipende da molti elementi che lavorano insieme: pressione arteriosa, livelli di colesterolo e trigliceridi, elasticità dei vasi sanguigni, metabolismo del glucosio, attività delle piastrine e capacità del sangue di raggiungere correttamente tutti i tessuti.
Per questo parlare semplicemente di “salute del cuore” rischia di essere riduttivo. Avere il colesterolo LDL elevato, la pressione alta o i trigliceridi fuori range sono situazioni differenti, anche se possono contribuire nel tempo ad aumentare il rischio cardiovascolare.
Negli ultimi anni anche alcuni funghi medicinali sono stati studiati in relazione a questi parametri. La ricerca riguarda soprattutto Reishi, Shiitake e Auricularia, mentre per altri funghi le evidenze cardiovascolari sono prevalentemente sperimentali o meno direttamente applicabili all’uomo.
Gli studi non dimostrano che un fungo possa sostituire farmaci per colesterolo, pressione o altre patologie cardiovascolari. Permettono però di capire quali composti vengono studiati e su quali parametri sono stati osservati effetti misurabili.
Prodotti consigliati
1. Come funziona il sistema cardiovascolare?
Il sistema cardiovascolare comprende il cuore e una rete molto estesa di arterie, vene e capillari. Ad ogni battito il sangue viene spinto attraverso questi vasi per trasportare ossigeno, nutrienti, ormoni e altre sostanze indispensabili alle cellule.
Le arterie portano il sangue dal cuore verso i tessuti, mentre le vene lo riportano verso il cuore. I capillari costituiscono invece la zona di scambio, dove ossigeno e nutrienti passano dal sangue ai tessuti e anidride carbonica e prodotti di scarto vengono raccolti.
Il buon funzionamento di questo sistema dipende da diversi fattori:
- pressione arteriosa, cioè la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi;
- profilo lipidico, che comprende colesterolo LDL, HDL e trigliceridi;
- elasticità e integrità dei vasi sanguigni;
- funzione dell’endotelio, il sottile strato di cellule che riveste internamente i vasi;
- coagulazione e attività delle piastrine;
- metabolismo del glucosio, strettamente collegato al rischio cardiovascolare;
- infiammazione e stress ossidativo, che possono influenzare nel tempo la parete vascolare.

2. Colesterolo LDL, HDL e trigliceridi: cosa significano?
Il colesterolo viene spesso descritto come qualcosa da eliminare, ma è una sostanza indispensabile. L’organismo lo utilizza per costruire le membrane cellulari e produrre ormoni, vitamina D e acidi biliari.
Nel sangue non circola liberamente: viene trasportato attraverso particelle chiamate lipoproteine. Le più conosciute sono LDL e HDL.
- Il colesterolo LDL trasporta colesterolo dal fegato verso i tessuti e, se presente in quantità elevate, può favorirne l’accumulo nella parete arteriosa.
- Il colesterolo HDL partecipa invece al trasporto inverso del colesterolo verso il fegato.
- I trigliceridi sono grassi utilizzati soprattutto come riserva energetica e possono aumentare in presenza di eccesso calorico, consumo elevato di zuccheri o alcol, sovrappeso e alterazioni metaboliche.
Per valutare il rischio cardiovascolare non basta quindi guardare un unico numero.
Colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi vengono letti insieme e interpretati in base all’età, alla pressione, alla presenza di diabete, al fumo e agli altri fattori di rischio.
Anche negli studi sui funghi medicinali vengono misurati separatamente. Per questo può capitare che uno studio osservi una riduzione dei trigliceridi senza evidenziare cambiamenti significativi del colesterolo LDL.
È esattamente ciò che rende importante leggere i risultati nel dettaglio, invece di ridurli alla frase “questo fungo abbassa il colesterolo”.
Tra i funghi Veeta, Reishi, Shiitake e Auricularia sono quelli per cui esistono dati particolarmente interessanti sul metabolismo lipidico, anche se ottenuti con preparazioni diverse.
3. Pressione alta e salute dei vasi sanguigni
La pressione arteriosa indica la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Viene espressa attraverso due valori: pressione sistolica e diastolica.
La pressione cambia continuamente durante la giornata, ma valori persistentemente elevati possono aumentare progressivamente il carico sul sistema cardiovascolare.
Tra i fattori che possono favorire l’aumento della pressione troviamo:
- predisposizione genetica;
- eccesso di peso;
- alimentazione particolarmente ricca di sodio;
- sedentarietà;
- fumo;
- consumo eccessivo di alcol;
- alcune condizioni renali o endocrine;
- progressiva perdita di elasticità delle arterie con l’età.
Online Reishi, Cordyceps e Maitake vengono spesso associati alla pressione, ma le ricerche cliniche sull’uomo non confermano automaticamente le promesse che si trovano sui social o nei forum.
Alcuni risultati sperimentali sono interessanti, ma gli studi clinici controllati sono molto più importanti per capire se un effetto è rilevante nella pratica.
Nel caso del Reishi, per esempio, alcuni studi sull’uomo non hanno rilevato una riduzione significativa della pressione arteriosa.
Questo non rende il fungo meno interessante dal punto di vista cardiovascolare: significa semplicemente che il suo profilo di ricerca è più convincente su altri aspetti, come metabolismo lipidico e parametri cardiometabolici.
Il controllo della pressione deve rimanere legato a misurazioni regolari, stile di vita e, quando necessario, terapia medica.
4. Quali funghi medicinali sono studiati per la salute cardiovascolare?
Tra i funghi medicinali presenti nella linea Veeta, quelli che mostrano il profilo più interessante per il sistema cardiovascolare sono Auricularia, Reishi e Shiitake.
I tre funghi non vengono però studiati per gli stessi motivi. L’Auricularia è particolarmente interessante per trigliceridi e aggregazione piastrinica, il Reishi per metabolismo lipidico e fattori cardiometabolici, mentre lo Shiitake viene studiato soprattutto per beta-glucani, trigliceridi ed eritadenina.
Il Cordyceps compare spesso nelle ricerche relative a cuore e circolazione, ma la parte più convincente della sua letteratura clinica riguarda soprattutto esercizio, metabolismo aerobico e tolleranza allo sforzo.
Auricularia (Auricularia auricula-judae)
L’Auricularia, conosciuta anche come orecchio di Giuda, è uno dei funghi più interessanti della linea Veeta in relazione a circolazione e metabolismo dei grassi.
Una ricerca clinica pubblicata nel 2025 ha studiato adulti di mezza età e anziani che hanno consumato per otto settimane alimenti funzionali contenenti polvere di Auricularia auricula-judae.
Nel gruppo che assumeva Auricularia sono state osservate riduzioni significative dei trigliceridi, insieme a cambiamenti della circonferenza vita e dell’obesità addominale rispetto ai valori iniziali.
L’Auricularia è stata studiata anche per un aspetto completamente diverso: l’aggregazione piastrinica. Uno studio sperimentale sulle piastrine umane aveva già osservato che alcuni estratti acquosi del fungo potevano ridurre l’aggregazione indotta dall’ADP.
Questa attività spiega perché l’Auricularia venga spesso associata al tema della circolazione. Non significa però che debba essere considerata un anticoagulante naturale o utilizzata con questo obiettivo senza controllo medico.
Chi assume aspirina, anticoagulanti o farmaci antiaggreganti dovrebbe quindi valutare con particolare attenzione l’uso di integratori concentrati di Auricularia.
Reishi (Ganoderma lucidum)
Il Reishi contiene polisaccaridi, triterpeni e altri composti bioattivi studiati per il loro rapporto con metabolismo dei grassi, glucosio, stress ossidativo e diversi fattori cardiometabolici.
La letteratura clinica sul Reishi non ha prodotto risultati identici in tutti gli studi. Un trial randomizzato, controllato e in doppio cieco ha coinvolto persone con valori borderline di pressione o colesterolo e non ha osservato una riduzione significativa della pressione arteriosa.
Una successiva revisione sistematica ha inoltre concluso che gli studi disponibili non erano sufficienti per attribuire al Ganoderma una riduzione consistente di LDL, trigliceridi o pressione nelle persone con diabete di tipo 2.
Negli ultimi anni, però, sono emersi nuovi dati. Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo pubblicato nel 2025 ha coinvolto 110 persone con dislipidemia e ha utilizzato un olio ottenuto dalle spore di Ganoderma lucidum.
Dopo dodici settimane il gruppo che assumeva il preparato presentava valori inferiori di colesterolo totale, trigliceridi e LDL e valori superiori di HDL rispetto al placebo.
Il dato è particolarmente interessante perché deriva da uno studio clinico sull’uomo. Bisogna però ricordare che il prodotto utilizzato era un olio di spore di Reishi, una preparazione diversa da un comune estratto del corpo fruttifero.
Per questo il Reishi ha un profilo cardiovascolare interessante, ma i risultati di una specifica formulazione non devono essere trasferiti automaticamente a qualsiasi prodotto contenente Ganoderma.
Shiitake (Lentinula edodes)
Lo Shiitake è conosciuto soprattutto come alimento, ma contiene beta-glucani e altri composti che hanno attirato l’attenzione anche nell’ambito del metabolismo dei lipidi.
Uno dei composti più studiati è l’eritadenina, presente naturalmente nello Shiitake e oggetto di ricerca per la sua interazione con il metabolismo del colesterolo.
Un trial clinico randomizzato, controllato e in doppio cieco condotto su persone con valori di colesterolo borderline elevati ha rilevato, dopo 66 giorni, una riduzione di circa il 10% dei trigliceridi nel gruppo che assumeva alimenti contenenti Shiitake.
Nello stesso studio sono state osservate anche modificazioni di alcuni marker legati allo stress ossidativo.
Un altro trial clinico su 52 persone con lieve ipercolesterolemia ha invece utilizzato una miscela arricchita in beta-glucani derivati da Shiitake per otto settimane.
In quel caso i livelli di colesterolo non sono cambiati significativamente rispetto al placebo, anche se è stata osservata una diversa modulazione del microbiota intestinale.
I risultati mostrano bene perché lo Shiitake vada presentato con precisione: esistono segnali interessanti sui trigliceridi e sul metabolismo lipidico, ma non tutti gli studi confermano una riduzione del colesterolo LDL.
Cordyceps e salute cardiovascolare
Il Cordyceps compare spesso nelle discussioni online dedicate a pressione, cuore e circolazione, anche perché è fortemente associato a energia, resistenza fisica e utilizzo dell’ossigeno.
Gran parte delle ricerche che suggeriscono effetti diretti su colesterolo, pressione e protezione del tessuto cardiaco deriva però da studi preclinici.
Esistono anche studi clinici. Un trial randomizzato e controllato ha valutato una combinazione di Reishi e Cordyceps in persone con diabete e sindrome metabolica, senza osservare miglioramenti significativi dei principali fattori di rischio cardiovascolare dopo sedici settimane.
Questo non significa che il Cordyceps non abbia interesse per il sistema cardiovascolare. Il suo punto di forza nella ricerca sull’uomo rimane soprattutto il rapporto con metabolismo aerobico, soglia ventilatoria, tolleranza allo sforzo e utilizzo dell’ossigeno.
5. Cosa significa avere una buona circolazione?
“Circolazione” è una parola molto ampia. Può riferirsi al passaggio del sangue nelle arterie, al ritorno venoso dalle gambe, alla microcircolazione oppure alla capacità dei vasi di dilatarsi e adattarsi alle necessità dei tessuti.
Una buona circolazione dipende da diversi elementi:
- elasticità delle arterie;
- integrità dell’endotelio;
- pressione arteriosa;
- attività delle piastrine;
- viscosità del sangue;
- attività muscolare;
- assenza di ostacoli significativi al normale flusso sanguigno.
Per questo dire semplicemente che un prodotto “migliora la circolazione” dice poco dal punto di vista scientifico.
Nel caso dell’Auricularia, per esempio, una parte della ricerca riguarda direttamente il comportamento delle piastrine.
Per il Reishi l’interesse riguarda maggiormente fattori metabolici e lipidici.
Lo Shiitake viene invece studiato per composti che possono influenzare il metabolismo dei lipidi.
Il Cordyceps entra più indirettamente nel discorso attraverso il rapporto tra esercizio, metabolismo aerobico e utilizzo dell’ossigeno.
Parlare di questi meccanismi separatamente permette di capire molto meglio perché funghi diversi possano essere associati allo stesso grande tema cardiovascolare pur avendo profili differenti.
6. Piastrine, coagulazione e sangue: cosa bisogna sapere?
Le piastrine sono componenti del sangue fondamentali per arrestare le emorragie. In presenza di una lesione vascolare si attivano e si aggregano contribuendo alla formazione del coagulo.
Questa capacità deve rimanere in equilibrio. Una coagulazione insufficiente può aumentare il rischio di sanguinamento, mentre un’attivazione eccessiva delle piastrine può contribuire alla formazione di trombi in determinate condizioni.
Gli studi sperimentali sull’Auricularia sono particolarmente interessanti perché alcuni estratti hanno mostrato un effetto sull’aggregazione piastrinica.
Questo dato, però, non significa che sia desiderabile ridurre autonomamente l’attività delle piastrine. Chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti ha già una terapia progettata proprio per interferire con determinati meccanismi della coagulazione.
L’aggiunta di estratti concentrati senza controllo potrebbe quindi modificare un equilibrio che deve essere gestito con attenzione.
Per questo l’uso di Auricularia insieme a farmaci che influenzano la coagulazione dovrebbe essere sempre discusso con il medico.
7. Endotelio e salute dei vasi sanguigni
L’endotelio è il sottile strato di cellule che riveste internamente arterie, vene e capillari.
Partecipa alla regolazione del tono dei vasi, della coagulazione, della risposta infiammatoria e degli scambi tra sangue e tessuti.
Una delle molecole prodotte dall’endotelio è l’ossido nitrico, che favorisce il rilassamento della muscolatura vascolare e contribuisce alla regolazione del flusso sanguigno.
Fumo, pressione elevata, alterazioni del glucosio, elevati livelli di LDL e stress ossidativo possono interferire nel tempo con la normale funzione endoteliale.
Per questo negli studi cardiovascolari il benessere dei vasi viene analizzato insieme ai classici parametri come pressione, colesterolo e trigliceridi.
8. Trigliceridi alti: perché sono importanti?
I trigliceridi rappresentano una delle principali forme con cui l’organismo immagazzina energia.
Dopo i pasti, l’energia che non viene utilizzata immediatamente può essere trasformata in trigliceridi e depositata nel tessuto adiposo. Una parte continua però a circolare nel sangue.
Valori elevati possono essere associati a:
- eccesso calorico;
- elevato consumo di zuccheri semplici;
- consumo frequente di alcol;
- sovrappeso e obesità addominale;
- sedentarietà;
- diabete o alterazioni del metabolismo del glucosio;
- alcune condizioni genetiche;
- alcuni farmaci e condizioni metaboliche.
Nella letteratura sui funghi medicinali i trigliceridi sono uno dei parametri più interessanti perché compaiono in diversi studi clinici.
Un trial sullo Shiitake ha rilevato una loro riduzione, mentre un recente studio sull’Auricularia ha mostrato risultati favorevoli dopo otto settimane.
Anche il Reishi ha prodotto dati interessanti in un trial del 2025 condotto con olio di spore.
Le preparazioni utilizzate erano però molto differenti, quindi non avrebbe senso confrontare direttamente la percentuale di miglioramento ottenuta nei diversi studi.
9. Come proteggere la salute cardiovascolare nel tempo?
Gli integratori rappresentano una parte molto piccola della prevenzione cardiovascolare. Alimentazione, attività fisica, fumo, peso corporeo e controllo dei valori clinici hanno un impatto molto più ampio.
Tra le abitudini più importanti troviamo:
- seguire un’alimentazione ricca di verdure, legumi, cereali integrali e fonti di grassi insaturi;
- limitare il consumo eccessivo di sale, zuccheri e alimenti fortemente processati;
- muoversi con regolarità durante la settimana;
- mantenere sotto controllo il peso e soprattutto l’accumulo di grasso addominale;
- non fumare;
- limitare il consumo di alcol;
- controllare periodicamente pressione, glicemia e profilo lipidico;
- seguire correttamente le terapie prescritte in presenza di fattori di rischio.
Questi interventi agiscono contemporaneamente su più aspetti della salute cardiovascolare.
L’attività fisica, per esempio, può influenzare pressione, metabolismo del glucosio, peso e profilo lipidico.
Ridurre il fumo significa diminuire l’esposizione delle arterie a sostanze che favoriscono stress ossidativo e danno endoteliale.
Anche il controllo del peso addominale è importante perché l’accumulo di grasso viscerale è strettamente collegato a trigliceridi, insulino-resistenza e altri fattori metabolici.
I funghi medicinali possono essere inseriti in questo contesto, ma non dovrebbero diventare una scorciatoia per ignorare i parametri che contano maggiormente.
Se LDL, trigliceridi o pressione sono elevati, la prima cosa da fare rimane capire con il medico quanto sia significativo il rischio individuale.
10. Funghi medicinali e farmaci cardiovascolari
Chi assume farmaci per il sistema cardiovascolare dovrebbe prestare maggiore attenzione prima di aggiungere integratori o estratti concentrati.
Le categorie che richiedono particolare prudenza comprendono:
- anticoagulanti;
- antiaggreganti;
- farmaci antipertensivi;
- statine e altri farmaci per il colesterolo;
- farmaci per il diabete;
- terapie che combinano più principi attivi cardiovascolari.
Il fatto che un prodotto provenga da un fungo non significa che sia farmacologicamente inattivo.
Alcuni composti possono interagire con gli stessi sistemi biologici su cui agiscono i farmaci.
L’Auricularia è un buon esempio: gli studi sperimentali sull’aggregazione piastrinica rendono particolarmente importante evitare associazioni improvvisate con antiaggreganti o anticoagulanti.
Anche variazioni della pressione o del metabolismo del glucosio possono diventare rilevanti in persone che assumono già una terapia.
Per questo è utile comunicare al medico o al farmacista anche gli integratori che si stanno assumendo, soprattutto in presenza di una diagnosi cardiovascolare.
Supporto alla perdita di peso
Miglioramento cognitivo
Gestione del diabete