Protezione epatica

Il fegato è uno degli organi più importanti del nostro corpo perché filtra quello che entra nell’organismo, trasforma i nutrienti in forme utilizzabili e smaltisce le sostanze di cui il corpo non ha bisogno. Per questa ragione, prendersene cura ha senso a qualsiasi età, non solo in presenza di condizioni specifiche. La natura può aiutarci a ripristinarne l’efficienza grazie ad alcuni funghi medicinali, che sono stati oggetto di ricerca proprio per il loro potenziale nel preservare la salute del fegato. Scopri qui sotto i nostri integratori a base di funghi.

Cos'è e a cosa serve il fegato?

Fin dai tempi più remoti, il fegato è stato riconosciuto come un organo importantissimo, vitale. I Greci lo consideravano, tra l’altro, la sede dei sentimenti, in particolare del coraggio e proprio da questa credenza si pensa che derivi l’espressione italiana “avere fegato”.

Ma che cos’è esattamente il fegato? Com’è fatto? Quali funzioni svolge?

Il fegato è la ghiandola più grande del nostro corpo e fa parte del sistema endocrino. È direttamente coinvolto in circa 500 funzioni necessarie per il funzionamento del nostro corpo e, secondo Saleh Alqahtani, Presidente e Amministratore Delegato delle Royal Clinics in Arabia Saudita, Professore di Medicina all’Università Alfaisal di Riyadh e Professore Associato di Medicina alla Weill Cornell Medicine di New York:

“È un organo indispensabile perché svolge importanti funzioni metaboliche, ha il compito di smaltire i farmaci e regolare il colesterolo. Produce bile per agevolare l’assorbimento dei grassi, costruisce proteine e immagazzina zucchero per quando il corpo ne ha bisogno, senza dimenticare la regolazione degli ormoni”.

A queste se ne aggiungono molte altre tra cui:

  • produzione di albumina, una proteina molto importante perché regola gli scambi di fluidi tra flusso sanguigno e tessuti e trasporta ormoni, vitamine e altre sostanze da eliminare;
  • produzione della bile, una sostanza che serve alla digestione dei grassi e delle vitamine liposolubili nel duodeno;
  • partecipazione all’equilibrio dei livelli di zuccheri nell’organismo. Il fegato, infatti, immagazzina il glucosio (lo zucchero indispensabile per il funzionamento dell’organismo) in eccesso sotto forma di glicogeno e, al bisogno, lo demolisce per riottenere glucosio e garantirne sempre un apporto adeguato a distretti come il cervello, anche quando le scorte di zuccheri sono finite;
  • stimolazione del sistema immunitario all’azione qualora rilevi un pericolo per l’organismo;
  • smaltimento dei globuli rossi troppo vecchi (ed in questo compito è in grado di sostituire la milza, senza cui infatti si può vivere);
  • deposito di vitamine, come la B12, e di molecole come il ferro.

Ovviamente, tutte queste funzioni sono quotidiane e indispensabili per la tua salute. Senza fegato non possiamo vivere nemmeno una settimana, ma cosa succede se il fegato smette di funzionare correttamente?

Cos'è e a cosa serve il fegato?

Cosa succede quando il fegato è affaticato o smette di funzionare bene?

Il nostro fegato non si riposa mai. Elabora continuamente quello che mangiamo, neutralizza l’alcol, smaltisce i farmaci, produce sostanze necessarie alla digestione e regola decine di processi metabolici in parallelo. Quando il carico di lavoro supera la sua capacità di recupero, qualcosa inizia a cambiare, anche senza che compaiano subito sintomi allarmanti.

Il problema è che il fegato è un organo silenzioso. Riesce a compensare a lungo le situazioni di affaticamento, continuando a funzionare anche quando non è nelle condizioni ideali. Per questo le persone spesso non si accorgono di nulla finché la situazione non è già avanzata.

I momenti più critici, responsabili dell’affaticamento del nostro fegato, sono soprattutto le feste di fine anno, con pasti abbondanti, alcol e ritmi stravolti. Anche l’estate può mettere sotto pressione il fegato, tra grigliate, aperitivi frequenti e meno attenzione all’alimentazione quotidiana. Ma non servono occasioni straordinarie per mettere il nostro fegato sotto sforzo. Un periodo prolungato di stress lavorativo, mesi di sedentarietà, o semplicemente un’alimentazione sbilanciata mantenuta nel tempo producono lo stesso effetto, in modo più graduale e meno visibile.

Quando il fegato è sotto pressione, le prime conseguenze tendono a essere diffuse e poco specifiche: stanchezza che non passa con il riposo, digestione lenta, senso di pesantezza dopo i pasti. Sono segnali che molte persone attribuiscono ad altro, proprio perché il fegato raramente fa male nel senso letterale del termine.

Tra le condizioni più diffuse c’è il fegato grasso, oggi comune anche tra chi non consuma alcol in quantità rilevanti. Si tratta di un accumulo di grasso nelle cellule epatiche che riduce progressivamente la capacità dell’organo di lavorare in modo efficiente. Spesso è asintomatico, e molte persone lo scoprono per caso durante esami di routine.

Tutto questo rende la prevenzione davvero molto importante per mantenere il fegato in salute ed efficiente. Intervenire prima che si manifestino problemi evidenti, attraverso lo stile di vita e, dove opportuno, un’integrazione mirata, è il modo più efficace per mantenere il fegato nelle condizioni in cui riesce a fare il suo lavoro senza sovraccaricarsi.

In che modo i funghi medicinali possono aiutare se si ha il fegato appesantito?

Quando il fegato attraversa un periodo di affaticamento, quello che succede all’interno delle sue cellule è uno squilibrio tra il carico di sostanze da elaborare e la capacità di recupero dell’organo. Quando il primo supera il secondo, le cellule si infiammano e la produzione di enzimi protettivi diminuisce. A causa di ciò, la membrana delle cellule epatiche diventa più vulnerabile e i processi di rigenerazione rallentano. L’organo impiega quindi più tempo a tornare a regime dopo un periodo difficile.

Alcuni funghi medicinali sono studiati per questo tipo di situazione. Non sostituiscono un cambiamento nello stile di vita, ma contengono composti che la ricerca scientifica ha associato a effetti protettivi sulle cellule epatiche.

Cordyceps (Cordyceps sinensis e Cordyceps militaris)

Diversi studi clinici hanno osservato la capacità  dei funghi medicinali appartenenti al gruppo Cordyceps di preservare le cellule epatiche in condizioni di stress, con un’attenzione particolare alle cellule responsabili della formazione di tessuto cicatriziale all’interno dell’organo. Quando queste cellule si attivano in modo eccessivo e prolungato, il fegato perde progressivamente funzionalità. I dati disponibili suggeriscono che gli estratti di Cordyceps possano rallentare questo processo [1].

Reishi (Ganoderma Iucidium)

Il Reishi è tra i funghi più presenti negli integratori pensati per il fegato, soprattutto nei periodi in cui l’organo lavora sotto pressione. Uno dei meccanismi più documentati riguarda il suo effetto sui marcatori di infiammazione epatica. Quando le cellule del fegato sono sollecitate in modo eccessivo, rilasciano segnali di stress rilevabili attraverso specifici valori nel sangue. Gli estratti di Reishi sembrano agire su questi valori, riportandoli verso condizioni più equilibrate.

Il Reishi agisce anche sul glutatione, uno degli antiossidanti prodotti naturalmente dall’organismo per garantire la protezione delle cellule dai danni causati dai radicali liberi. Quando cala, durante i periodi di stress o a causa di una dieta disordinata, le cellule del fegato sono più esposte ai danni ossidativi, invecchiano più in fretta e recuperano peggio dopo un carico di lavoro intenso. La ricerca ha esaminato la capacità del Reishi di invertire questa tendenza a calare, rallentando il declino dell’organo [2].

FAQ

Il fegato può davvero svolgere oltre 500 funzioni diverse?

Sì, secondo Saleh Alqahtani della Johns Hopkins Medicine il fegato è coinvolto in più di 500 processi quotidiani. Elimina le tossine, metabolizza i nutrienti, smaltisce i farmaci, regola il colesterolo e gli ormoni, produce bile per digerire i grassi e immagazzina zucchero per quando il corpo ne ha bisogno. È un organo così centrale che senza di esso non si sopravvivrebbe più di una settimana.

Cosa succede quando il fegato inizia a non funzionare bene?

Le tossine si accumulano nel sangue, la digestione rallenta e i farmaci non vengono smaltiti correttamente. Nel tempo possono svilupparsi condizioni serie come la cirrosi epatica, in cui il tessuto sano viene sostituito da tessuto cicatriziale, o la steatosi epatica non alcolica, sempre più diffusa tra chi è in sovrappeso. Entrambe compromettono gravemente la capacità del fegato di svolgere le sue funzioni.

Quali abitudini quotidiane proteggono davvero il fegato?

Le più importanti sono moderare il consumo di alcol, anche quando è occasionale ma costante, seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cibi non processati, fare attività fisica regolare e limitare l’esposizione a pesticidi e sostanze chimiche. Anche prestare attenzione ai farmaci e agli integratori è fondamentale, considerando che circa il 20% dei danni epatici è legato proprio a questi prodotti.

Si possono prevenire problemi al fegato solo con la dieta?

La dieta è fondamentale ma non basta da sola. Problematiche come il fegato grasso, ad esempio, sono strettamente legate all’obesità e alla sedentarietà, quindi l’abbinamento tra alimentazione equilibrata e attività fisica regolare è la strategia più efficace. Ridurre i cibi processati, i grassi saturi e gli zuccheri raffinati, mantenendo un peso corporeo sano, sono tutte ottime abitudini che aiutano il fegato a lavorare senza sforzo, restando in salute.

I funghi medicinali possono proteggere il fegato?

Sì, soprattutto Cordyceps e Reishi sono tra i funghi medicinali più studiati per la salute epatica. Vanno comunque integrati all’interno di uno stile di vita sano, abbinati all’attività fisica e al giusto riposo.

Come funziona il Cordyceps sulla salute del fegato?

Diversi studi clinici hanno dimostrato che gli estratti di Cordyceps riducono l’attività delle cellule responsabili della formazione di tessuto cicatriziale nel fegato. Questo preserva le cellule funzionali dell’organo e ne migliora la salute complessiva.

Il Reishi aiuta il fegato infiammato?

Quando le cellule epatiche sono infiammate rilasciano enzimi in quantità elevata, un segnale che il fegato è sotto stress. Gli estratti di Reishi aiutano a riequilibrare questi livelli enzimatici. Il Reishi stimola inoltre la produzione di glutatione, uno degli antiossidanti più potenti del corpo umano, che protegge le cellule epatiche dai danni e ne agevola la rigenerazione.

Cos'è il glutatione e perché è importante per il fegato?

Il glutatione è uno degli antiossidanti più potenti prodotti dall’organismo e il fegato ne è il principale produttore e utilizzatore. Neutralizza i radicali liberi, protegge le cellule dai danni ossidativi e gioca un ruolo chiave nel processo di detossificazione. Livelli bassi di glutatione sono associati a un maggiore rischio di danni epatici, ed è per questo che il Reishi, stimolando la sua produzione, è utile per la salute del fegato.

Posso prendere integratori per il fegato se sto già assumendo farmaci?

È una domanda fondamentale, considerando che il fegato è l’organo che metabolizza i farmaci. Alcuni integratori possono interferire con questo processo, alterando l’efficacia dei medicinali o aumentandone gli effetti collaterali. Prima di assumere qualsiasi integratore, inclusi quelli a base di funghi medicinali, è indispensabile consultare il proprio medico, soprattutto in presenza di una terapia farmacologica in corso.

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