Miglioramento funzione respiratoria

Respirare bene sembra qualcosa di automatico finché non compare la sensazione di avere meno fiato del solito. Affanno durante una salita, difficoltà a recuperare dopo uno sforzo, tosse persistente, muco, irritazione delle vie respiratorie o la sensazione di non riuscire a fare un respiro pieno possono avere cause molto diverse.

La funzione respiratoria dipende dai polmoni, dalle vie aeree, dai muscoli respiratori e dalla capacità dell’organismo di utilizzare l’ossigeno. Anche età, allenamento, fumo, inquinamento atmosferico, allergeni e infezioni respiratorie possono influenzare il modo in cui respiriamo.

Tra i funghi medicinali, il Cordyceps è quello maggiormente studiato in relazione alla funzione respiratoria, alla tolleranza allo sforzo e all’utilizzo dell’ossigeno. Anche il Reishi è oggetto di ricerca per la sua interazione con processi immunitari e infiammatori che possono coinvolgere le vie respiratorie.

1. Cosa significa avere una buona funzione respiratoria?

La respirazione permette all’organismo di introdurre ossigeno ed eliminare anidride carbonica. Questo processo coinvolge diversi passaggi: l’aria deve raggiungere gli alveoli polmonari, l’ossigeno deve passare nel sangue e deve poi essere trasportato ai tessuti.

Per questo “respirare meglio” può indicare cose molto diverse. In alcuni casi significa avere vie aeree libere; in altri riuscire a sostenere meglio uno sforzo fisico o recuperare più rapidamente dopo attività intensa.

Tra i sintomi che possono indicare un’alterazione della funzione respiratoria elenchiamo:

  • fiato corto o affanno;
  • sensazione di respiro incompleto;
  • tosse;
  • presenza di muco o catarro;
  • respiro sibilante;
  • ridotta tolleranza allo sforzo;
  • recupero più lento dopo l’attività fisica;
  • sensazione di costrizione al torace.

La presenza di questi sintomi non permette però di stabilirne la causa. Se sono frequenti, compaiono improvvisamente o peggiorano nel tempo, è importante rivolgersi al medico.

Cosa significa avere una buona funzione respiratoria?

2. Fiato corto: perché può comparire?

Il fiato corto, chiamato anche dispnea, è la sensazione soggettiva di respirare con difficoltà o di non riuscire a introdurre abbastanza aria.

Può comparire normalmente durante uno sforzo intenso, soprattutto in persone poco allenate, ma può essere associato anche ad asma, infezioni respiratorie, bronchite, malattie polmonari, anemia, problemi cardiovascolari, ansia o altre condizioni.

Anche il fumo e l’esposizione prolungata agli inquinanti possono contribuire all’irritazione delle vie respiratorie e alla progressiva riduzione della capacità polmonare.

3. Capacità polmonare e utilizzo dell'ossigeno: qual è la differenza?

La capacità polmonare indica quanto volume d’aria i polmoni riescono a contenere e mobilizzare. L’utilizzo dell’ossigeno descrive invece quanto efficacemente l’organismo riesce a utilizzare l’ossigeno durante l’attività fisica.

Per questo un integratore studiato sulla tolleranza allo sforzo non necessariamente “aumenta la capacità dei polmoni”. Negli studi sul Cordyceps vengono spesso misurati parametri come consumo di ossigeno, soglia ventilatoria, tempo di esercizio e resistenza alla fatica.

4. Quali funghi medicinali sono studiati per la respirazione?

Cordyceps

Il Cordyceps è il fungo medicinale maggiormente associato alla funzione respiratoria. La sua storia d’uso nella medicina tradizionale asiatica è legata alla resistenza fisica, alla vitalità e alla respirazione, ma negli ultimi decenni questi aspetti sono stati studiati anche in ambito clinico.

Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha coinvolto adulti sani tra i 50 e i 75 anni che hanno assunto una preparazione di Cordyceps sinensis per 12 settimane. I ricercatori hanno osservato un aumento della soglia ventilatoria e della soglia metabolica rispetto ai valori iniziali, mentre il VO2max non è cambiato significativamente.

La soglia ventilatoria indica il punto durante l’esercizio in cui la respirazione deve aumentare in maniera più marcata per sostenere lo sforzo. Un suo aumento può quindi tradursi in una maggiore capacità di sostenere l’attività fisica prima che la respirazione diventi molto intensa.

Altri studi hanno valutato preparazioni contenenti Cordyceps militaris. In un trial randomizzato e controllato, tre settimane di integrazione con una miscela contenente Cordyceps militaris sono state associate a miglioramenti del VO2max, della soglia ventilatoria e del tempo fino all’esaurimento durante esercizio ad alta intensità.

I risultati non sono però identici in tutti gli studi. Un trial su ciclisti allenati non ha rilevato miglioramenti significativi del VO2peak, della soglia ventilatoria o della performance dopo cinque settimane di Cordyceps. Questo suggerisce che l’effetto può dipendere dal livello di allenamento, dal tipo di estratto, dalla dose e dalla durata dell’assunzione.

Cordyceps e funzione respiratoria nell’asma

Il Cordyceps è stato studiato anche in persone con patologie respiratorie.

Uno studio clinico su 120 persone con asma persistente moderato o severo ha valutato una formulazione contenente Cordyceps sinensis aggiunta alla terapia convenzionale per tre mesi.

Nel gruppo che assumeva Cordyceps sono stati osservati miglioramenti della qualità di vita correlata all’asma e di alcuni parametri della funzione polmonare. Sono diminuiti anche diversi marker infiammatori, tra cui IgE, IL-4, ICAM-1 e MMP-9.

Lo studio ha utilizzato Cordyceps come complemento alla terapia medica, non come sostituto dei farmaci prescritti per l’asma.

Cordyceps e BPCO

La BPCO, o broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una malattia respiratoria caratterizzata da una persistente limitazione del flusso d’aria. Il Cordyceps è stato studiato anche come trattamento complementare nelle persone con BPCO stabile.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha analizzato 15 studi clinici per un totale di 1.238 partecipanti con BPCO di grado moderato o severo.

Nel complesso sono emersi possibili miglioramenti della funzione polmonare, della tolleranza allo sforzo, dei sintomi e della qualità di vita. Gli autori hanno però sottolineato che gli studi disponibili erano di qualità metodologica limitata e nessuno era controllato con placebo.

I risultati rendono il Cordyceps interessante come oggetto di ricerca respiratoria, ma non permettono di considerarlo un trattamento sostitutivo della terapia per la BPCO.

Reishi (Ganoderma lucidum)

Il Reishi è studiato soprattutto per i suoi polisaccaridi e triterpeni, composti capaci di interagire con processi immunitari e infiammatori.

Questa attività ha portato i ricercatori a studiare il Ganoderma anche in relazione alle vie respiratorie, soprattutto nei modelli sperimentali di infiammazione bronchiale, risposta allergica e produzione di muco.

Rispetto al Cordyceps, però, gli studi clinici sull’uomo direttamente dedicati alla funzione respiratoria sono meno numerosi. Per questo il Reishi rappresenta un fungo interessante come supporto alla fisiologia immunitaria e infiammatoria delle vie respiratorie, mentre il Cordyceps rimane quello con la letteratura più direttamente collegata a respirazione, esercizio e funzione polmonare.

5. Cordyceps, ossigeno e sport: può aiutare il fiato durante l'allenamento?

Una delle ragioni per cui il Cordyceps è diventato popolare tra runner, ciclisti e sportivi è il possibile rapporto con il metabolismo aerobico e la tolleranza allo sforzo.

Negli studi vengono analizzati soprattutto il VO2max, la soglia ventilatoria e il tempo necessario per raggiungere l’esaurimento.

Il VO2max rappresenta la quantità massima di ossigeno che l’organismo riesce a utilizzare durante uno sforzo intenso. Non misura semplicemente “quanto sono grandi i polmoni”, ma l’efficienza complessiva con cui sistema respiratorio, circolazione e muscoli lavorano insieme.

Alcuni studi con Cordyceps hanno osservato miglioramenti della soglia ventilatoria, del consumo di ossigeno o della tolleranza allo sforzo, mentre altri non hanno trovato differenze significative, soprattutto negli atleti già molto allenati.

6. Fumo, inquinamento e stress ossidativo nei polmoni

Il fumo di sigaretta espone le vie respiratorie a una miscela di sostanze irritanti e ossidanti. Nel tempo può danneggiare le ciglia che rivestono le vie aeree, aumentare la produzione di muco e contribuire all’infiammazione bronchiale.

Anche l’inquinamento atmosferico e l’esposizione professionale a polveri e sostanze irritanti possono influenzare la salute respiratoria.

Alcuni composti presenti nei funghi medicinali vengono studiati per le loro proprietà antiossidanti e per l’interazione con i processi infiammatori, ma nessun integratore può annullare i danni prodotti dal fumo. Smettere di fumare rimane l’intervento più importante per proteggere la funzione polmonare.

7. Tosse, catarro e muco: cosa succede nelle vie respiratorie?

Il muco è prodotto naturalmente dalle vie respiratorie e serve a intrappolare particelle, microrganismi e sostanze irritanti. Le ciglia bronchiali contribuiscono poi a trasportarlo verso l’esterno.

Durante infezioni o processi infiammatori la produzione di muco può aumentare, dando origine a tosse produttiva e sensazione di congestione.

Nella ricerca sui funghi medicinali alcuni composti vengono studiati per la loro interazione con infiammazione e risposta immunitaria, ma le evidenze non permettono di considerarli veri e propri mucolitici o broncodilatatori farmacologici.

8. Cordyceps sinensis e Cordyceps militaris: che differenza c'è?

Con il nome Cordyceps vengono indicate specie differenti. Una delle più conosciute è Ophiocordyceps sinensis, precedentemente classificata come Cordyceps sinensis, tradizionalmente raccolta sull’altopiano tibetano.

Il Cordyceps selvatico è estremamente raro e costoso, per questo negli integratori vengono utilizzate soprattutto forme coltivate, miceli o specie come Cordyceps militaris.

Le due specie condividono diversi composti, ma non hanno una composizione identica. Cordyceps militaris, per esempio, è particolarmente noto per il contenuto di cordicepina, mentre negli studi clinici più storici sulla funzione respiratoria viene spesso utilizzato Cordyceps sinensis o il micelio coltivato Cs-4.

Per questo, leggendo uno studio sul Cordyceps, è importante verificare sempre quale specie e quale estratto sono stati utilizzati.

9. Cordyceps e allergie respiratorie stagionali

Pollini e altri allergeni possono attivare mastociti e altre cellule immunitarie, provocando rilascio di mediatori coinvolti in sintomi come congestione nasale, starnuti e irritazione delle vie respiratorie.

Alcuni studi sperimentali sul Cordyceps hanno analizzato la sua capacità di interferire con specifici segnali cellulari coinvolti nelle risposte allergiche.

Uno studio sperimentale ha osservato un’interazione con la via della linfopoietina stromale timica (TSLP), una citochina coinvolta nell’attivazione delle risposte allergiche.

Si tratta però di dati sperimentali e non equivalgono a dimostrare che il Cordyceps possa trattare rinite allergica o asma allergico nell’uomo.

FAQ

Qual è il fungo medicinale più studiato per i polmoni?

Tra i funghi medicinali, il Cordyceps è quello con la letteratura clinica più direttamente collegata alla funzione respiratoria, alla tolleranza allo sforzo e ad alcuni parametri della funzione polmonare.

Cordyceps o Reishi per respirare meglio?

Il Cordyceps è maggiormente studiato per utilizzo dell’ossigeno, soglia ventilatoria e funzione respiratoria. Il Reishi viene invece studiato soprattutto per la sua interazione con processi immunitari e infiammatori. La scelta dipende quindi dall’obiettivo per cui vengono utilizzati.

Il Cordyceps aumenta la capacità polmonare?

È più corretto dire che alcuni studi hanno osservato modificazioni della soglia ventilatoria, del consumo di ossigeno e della tolleranza allo sforzo. Non significa necessariamente che il Cordyceps aumenti il volume fisico dei polmoni.

Il Cordyceps può aiutare il fiato durante lo sport?

Alcuni studi hanno osservato miglioramenti della soglia ventilatoria o della tolleranza all’esercizio, mentre altri non hanno rilevato benefici significativi, soprattutto in atleti già allenati.

Quanto tempo serve prima di valutare gli effetti del Cordyceps?

Gli studi sulla performance e sulla funzione respiratoria hanno utilizzato protocolli molto differenti, da assunzioni acute a periodi di diverse settimane. Non esiste quindi un tempo valido per tutti.

Cordyceps e Reishi possono sostituire un inalatore?

No. Asma, BPCO e altre patologie respiratorie richiedono diagnosi e terapia medica. Gli studi clinici sul Cordyceps in questi ambiti lo hanno generalmente valutato come trattamento complementare, non come sostituto della terapia prescritta.

Il Cordyceps è indicato per chi fuma?

Il Cordyceps contiene composti studiati per attività antiossidanti e immunomodulanti, ma non può neutralizzare gli effetti del fumo. Smettere di fumare rimane la misura più efficace per ridurre il danno respiratorio.

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