Maitake: proprietà, benefici e controindicazioni

Grifola frondosa

Nomi comuni:
  • Maitake
  • Grifola frondosa
  • Gallina dei boschi
  • Fungo Danzante
  • Poliporo forndoso
  • Hen of the Woods
Maitake: proprietà, benefici e controindicazioni

Cos’è il Maitake?

Il Maitake è un fungo commestibile originario del Giappone, diffuso anche in Europa e in Nord America, che cresce in grandi ciuffi alla base di querce, castagni e faggi. A differenza di molti altri funghi medicinali, non produce un singolo cappello ma una struttura a mensola composta da decine di lobi sovrapposti, che può raggiungere dimensioni notevoli e pesare diversi chili.

Tale forma particolare, insieme alla colorazione grigio-bruna, spiega i tanti soprannomi che lo accompagnano nelle diverse tradizioni popolari, dalla già citata gallina dei boschi alla testa di pecora.

Rispetto al Chaga, che resta legato quasi esclusivamente alla raccolta selvatica, il Maitake si presta bene alla coltivazione controllata, oggi diffusa su segatura o su substrati legnosi sterilizzati, un processo che ha reso il fungo molto più accessibile rispetto al passato senza intaccarne il profilo nutrizionale.

Resta comunque vivo, soprattutto in Giappone, il fascino della raccolta selvatica, tanto che le zone di crescita più produttive vengono chiamate isole del tesoro e tramandate di generazione in generazione all’interno delle stesse famiglie di raccoglitori.

A cosa serve il Maitake: principi attivi e composizione

Il Maitake deve gran parte della sua fama a un gruppo di polisaccaridi chiamati beta-glucani, tra cui spicca la frazione D, un proteoglicano isolato per la prima volta da ricercatori giapponesi e da allora al centro di centinaia di studi su modelli cellulari, animali e, in misura più limitata, sull’uomo.

Accanto ai beta-glucani il fungo contiene ergosterolo, precursore della vitamina D, insieme a magnesio, potassio, ferro, vitamine del gruppo B e una quota interessante di aminoacidi.

È soprattutto l’azione dei beta-glucani sul sistema immunitario, insieme al loro effetto sul metabolismo di zuccheri e grassi, a spiegare perché il Maitake occupi un posto di rilievo nella naturopatia moderna, con applicazioni che vanno dal supporto immunitario alla regolazione della glicemia, fino agli studi più recenti in ambito oncologico che vediamo nel dettaglio qui sotto.

Quali sono i benefici del Maitake

Infografica Maitake: proprietà, beta-glucani, benefici per immunità e metabolismo e controindicazioni

Sistema immunitario

I beta-glucani del Maitake, e in particolare la frazione D, sono in grado di legarsi a specifici recettori presenti sulla superficie di macrofagi e cellule natural killer, innescando una cascata di segnali che aumenta l’attività di queste cellule immunitarie [1]. Tale meccanismo, osservato inizialmente in modelli animali, ha spinto la ricerca a interessarsi al Maitake anche durante le terapie oncologiche convenzionali, un tema che approfondiamo nel paragrafo successivo.

Ricerca oncologica e frazione D

Fin dagli anni Ottanta la frazione D del Maitake è stata testata per la sua capacità di rallentare la crescita di alcune linee cellulari tumorali. Nel 2013, su cellule di carcinoma mammario coltivate in laboratorio, la frazione D ha modulato l’espressione di geni coinvolti nella proliferazione, nella morte cellulare programmata e nella capacità delle cellule tumorali di migrare e formare metastasi [2].

Si tratta però di risultati ottenuti su colture cellulari, non su pazienti, e vanno letti con la dovuta cautela. Gli studi condotti direttamente sull’uomo, ad esempio una sperimentazione di fase I e II su donne con pregresso tumore al seno, si sono concentrati soprattutto sugli effetti immunologici dell’estratto e sulla sua sicurezza, senza dimostrare un’efficacia terapeutica diretta contro il cancro.

Il Maitake non va quindi considerato un trattamento oncologico né un sostituto della chemioterapia, ma al massimo un integratore complementare da usare previo consulto con l’oncologo, soprattutto perché le sue proprietà immunostimolanti potrebbero interagire con alcuni protocolli terapeutici.

Colesterolo e salute cardiovascolare

Nel 2013 un gruppo di ricercatori giapponesi ha alimentato topi con una dieta ricca di colesterolo, arricchita o meno con polvere di Maitake, osservando nel gruppo che assumeva il fungo una riduzione significativa del colesterolo plasmatico e un aumento dell’espressione di geni epatici coinvolti nella beta-ossidazione degli acidi grassi [3].

Il meccanismo suggerito è quindi un miglioramento della capacità dell’organismo di bruciare i grassi come fonte di energia, un effetto che nel tempo potrebbe tradursi in un vantaggio per la salute delle arterie.

Glicemia e diabete di tipo 2

Nel 2015, sull’International Journal of Medicinal Mushrooms, il micelio di Maitake ottenuto per fermentazione sommersa ha mostrato, in un modello animale di diabete di tipo 2, un miglioramento dei livelli di glucosio insieme a un recupero parziale delle alterazioni della funzione immunitaria tipiche di questa condizione [4].

Chi segue già una terapia ipoglicemizzante dovrebbe però informare il proprio medico prima di integrare il Maitake, dato il possibile effetto additivo sulla riduzione della glicemia, un aspetto che riprendiamo tra le controindicazioni.

Pressione sanguigna

Due estratti di Maitake, denominati SX e D, sono stati messi alla prova su ratte in età avanzata per verificarne l’effetto su alcune alterazioni metaboliche legate all’invecchiamento, tra cui l’aumento progressivo della pressione arteriosa.

Nei gruppi trattati si è osservato un miglioramento della pressione sistolica insieme a una maggiore sensibilità all’insulina [5].

Anche in questo caso parliamo di dati preclinici, utili come indicazione ma non sufficienti per sostituire una terapia antipertensiva prescritta dal medico.

Salute intestinale

I polisaccaridi del Maitake non vengono assorbiti nel tratto digestivo superiore, ma raggiungono intatti l’intestino, dove diventano nutrimento per alcuni ceppi batterici benefici.

Nel 2023, in combinazione con quelli del Chaga, i polisaccaridi di Grifola frondosa hanno migliorato i segni di colite in un modello animale, agendo sia sulla composizione del microbiota intestinale che sul metabolismo sistemico dell’organismo [6].

Questa azione prebiotica spiega perché il Maitake compaia sempre più spesso tra gli integratori per l’intestino, accanto al suo effetto più conosciuto sul sistema immunitario.

Peso corporeo e metabolismo

Sul fronte del dimagrimento le aspettative vanno ridimensionate, perché nessuno studio indica il Maitake come un bruciagrassi in senso stretto.

La ricerca si muove piuttosto sul fronte metabolico. Nel 2021, in un esperimento condotto sul verme Caenorhabditis elegans, organismo modello molto usato in biologia dell’invecchiamento, un estratto di Maitake ha ridotto l’accumulo di grasso attivando percorsi cellulari legati alla longevità e alla gestione dello stress ossidativo [7].

Insieme agli effetti già descritti su colesterolo e glicemia, tali dati suggeriscono che il Maitake potrebbe darci una mano a gestire il peso, sempre abbinato a un’alimentazione sana e a qualche ora di attività fisica, non come sostituto di questi due pilastri.

Maitake e shiitake, due funghi diversi

Nelle ricerche sul Maitake compare spesso anche lo shiitake (Lentinula edodes), un altro protagonista della micoterapia asiatica con cui viene talvolta confuso.

Si tratta però di due funghi medicinali distinti, con un profilo di principi attivi differente.

Lo shiitake deve gran parte della sua fama all’eritadenina, un composto capace di intervenire nel metabolismo del colesterolo, e al lentinano, un beta-glucano diverso da quelli del Maitake e più studiato in ambito immunologico.

I due funghi condividono un’azione generale sulle difese immunitarie, ma restano due specie a sé, ciascuna con una propria identità biochimica e una propria tradizione d’uso nella cucina e nella medicina giapponese.

Come assumere il Maitake: dosaggi e formati

Non esiste un dosaggio standard universalmente riconosciuto per il Maitake, e la quantità utile varia parecchio in base al formato scelto e alla concentrazione di beta-glucani dichiarata dal produttore.

La polvere del fungo intero si presta a essere sciolta in acqua o succhi, oppure aggiunta a frullati e ricette salate, mentre gli estratti standardizzati in capsule permettono un dosaggio più preciso dei principi attivi.

Negli studi di laboratorio le dosi utilizzate variano molto a seconda dell’obiettivo, dal rafforzamento del sistema immunitario fino agli usi più specifici legati a glicemia o colesterolo, per cui conviene sempre attenersi alle indicazioni riportate sulla confezione del prodotto scelto.

Nella formula in capsule di Veeta, per fare un esempio, la dose giornaliera di tre capsule fornisce un grammo di estratto puro di Maitake, di cui 300 milligrammi di polisaccaridi beta-glucani, insieme a 200 milligrammi di vitamina C naturale da rosa canina, pari a 140 milligrammi di vitamina C effettiva, e a 165 unità di SOD antiossidante.

Le capsule si assumono con un bicchiere d’acqua, preferibilmente al mattino e a digiuno, e come per ogni integratore conviene non superare la dose giornaliera indicata in etichetta, ricordando che un prodotto di questo tipo affianca, senza sostituire, un’alimentazione varia ed equilibrata.

Infografica Veeta: come assumere il Maitake in capsule, dosaggio di tre capsule e quantità di beta-glucani

Maitake: controindicazioni ed effetti collaterali

Il Maitake è generalmente ben tollerato e non risultano controindicazioni assolute documentate in letteratura, ma questo non significa che sia privo di precauzioni da conoscere.

Chi assume farmaci anticoagulanti dovrebbe usare questo integratore con cautela, poiché in letteratura è stato descritto un caso di alterazione dei valori di coagulazione in una persona in terapia con warfarin dopo l’assunzione di Maitake, un’interazione ancora poco documentata ma sufficiente a giustificare un confronto preventivo con il proprio medico.

Anche le terapie per il diabete o per la pressione alta meritano una certa attenzione, dato che il Maitake potrebbe amplificarne l’effetto ipoglicemizzante o antipertensivo, con il rischio di valori troppo bassi se le dosi non vengono ricalibrate.

Le donne in gravidanza o in allattamento dovrebbero evitare l’assunzione senza un parere medico, poiché i dati sulla sicurezza in queste fasi della vita restano scarsi.

Le allergie ai funghi restano un’altra controindicazione da tenere presente, con la necessità di sospendere l’assunzione fin dai primi segni di reazione cutanea o respiratoria.

Gli effetti indesiderati più comuni, quando presenti, restano lievi disturbi digestivi, che di solito scompaiono da soli riducendo il dosaggio o sospendendo temporaneamente il prodotto. In presenza di un intervento chirurgico programmato, infine, resta prudente interrompere l’integrazione con qualche settimana di anticipo, una precauzione generale valida per molti funghi medicinali con un possibile effetto sulla coagulazione o sul sistema immunitario.

Come scegliere un buon integratore di Maitake

Sul mercato si trovano prodotti molto diversi tra loro, non solo per formato ma soprattutto per qualità della materia prima.

Il primo criterio da valutare è la percentuale di beta-glucani dichiarata in etichetta, che dovrebbe essere accompagnata da indicazioni sul metodo di estrazione e, quando possibile, sulla presenza specifica della frazione D o MD, le più studiate.

Dato che il Maitake si presta bene alla coltivazione controllata, un criterio aggiuntivo riguarda la tracciabilità della filiera dalla coltivazione fino al confezionamento, con controlli di laboratorio su eventuali contaminanti. Una lavorazione made in Italy, certificata e verificabile, è un buon punto di riferimento per orientarsi tra le numerose proposte disponibili online e in erboristeria.

Nutrienti principali

Beta-glucani

I beta-glucani sono polisaccaridi naturalmente presenti nel Maitake, studiati soprattutto per la loro interazione con il sistema immunitario. Possono influenzare l’attività di alcune cellule di difesa dell’organismo e sono oggetto di ricerche anche per i possibili effetti sul microbiota intestinale.

Frazione D

La frazione D è un particolare complesso di beta-glucani e proteine isolato dal Maitake. Studiata fin dagli anni Ottanta, ha mostrato interessanti proprietà immunomodulanti nelle ricerche di laboratorio, soprattutto per la sua interazione con macrofagi e cellule natural killer.

Ergosterolo

L’ergosterolo è uno sterolo naturalmente presente nei funghi e rappresenta il precursore della vitamina D2. Attraverso l’esposizione ai raggi ultravioletti può trasformarsi in questa vitamina, importante per l’assorbimento del calcio e il mantenimento di ossa normali.

Vitamine del gruppo B

Il Maitake contiene diverse vitamine del gruppo B, tra cui B1, B2, B3 e B6. Questi micronutrienti partecipano a numerosi processi metabolici. In particolare, la riboflavina (B2) e la niacina (B3) aiutano l’organismo a ricavare energia dagli alimenti e contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso.

Potassio

Il potassio è uno dei minerali naturalmente presenti nel Maitake. Partecipa alla trasmissione degli impulsi nervosi, al normale funzionamento dei muscoli e al mantenimento di una pressione sanguigna regolare. Il suo contenuto varia in base alle condizioni di coltivazione e alla lavorazione del fungo.

Rame e selenio

Il Maitake contiene rame e piccole quantità di selenio, due oligoelementi coinvolti in diverse funzioni dell’organismo. Il rame partecipa al metabolismo energetico, mentre il selenio è necessario per il normale funzionamento della tiroide. Entrambi contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

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Bibliografia e fonti
  • [1] Wu JY, Siu KC, Geng P. Bioactive Ingredients and Medicinal Values of Grifola frondosa (Maitake). Foods. 2021;10(1):95.
  • [2] Alonso EN, Orozco M, Nieto AE, Balogh GA. Genes Related to Suppression of Malignant Phenotype Induced by Maitake D-Fraction in Breast Cancer Cells. J Med Food. 2013;16(7):602-617.
  • [3] Sato M, Tokuji Y, Yoneyama S, Fujii-Akiyama K, Kinoshita M, Chiji H, Ohnishi M. Effect of dietary Maitake (Grifola frondosa) mushrooms on plasma cholesterol and hepatic gene expression in cholesterol-fed mice. J Oleo Sci. 2013;62(12):1049-1058.
  • [4] Chen YH, Lee CH, Hsu TH, Lo HC. Submerged-Culture Mycelia and Broth of the Maitake Medicinal Mushroom Grifola frondosa (Higher Basidiomycetes) Alleviate Type 2 Diabetes-Induced Alterations in Immunocytic Function. Int J Med Mushrooms. 2015;17(6):541-556.
  • [5] Preuss HG, Echard B, Bagchi D, Perricone NV. Maitake Mushroom Extracts Ameliorate Progressive Hypertension and Other Chronic Metabolic Perturbations in Aging Female Rats. Int J Med Sci. 2010;7(4):169-180.
  • [6] Sun R, Jin D, Fei F, Xu Z, Cao B, Li J. Mushroom polysaccharides from Grifola frondosa and Inonotus obliquus ameliorated dextran sulfate sodium-induced colitis in mice by global modulation of systemic metabolism and the gut microbiota. Front Pharmacol. 2023;14:1172963.
  • [7] Aranaz P, Peña A, Vettorazzi A, Fabra MJ, Martínez-Abad A, López-Rubio A, Pera J, Parladé J, Castellari M, Milagro FI, González-Navarro CJ. Grifola frondosa (Maitake) Extract Reduces Fat Accumulation and Improves Health Span in C. elegans through the DAF-16/FOXO and SKN-1/NRF2 Signalling Pathways. Nutrients. 2021;13(11):3968.
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