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Il Reishi (Ganoderma lucidum) è un fungo originario dell’Asia, conosciuto in Cina come Lingzhi. Fa parte della tradizione orientale da secoli e, a differenza dei comuni funghi alimentari, ha una consistenza dura e legnosa e un sapore molto amaro.
Il crescente interesse scientifico verso il Reishi riguarda soprattutto alcune sostanze presenti nel fungo, tra cui polisaccaridi, beta-glucani e triterpeni. Sono composti molto diversi tra loro e vengono studiati per capire come interagiscono con alcuni processi dell’organismo, dalla risposta immunitaria ai sistemi che proteggono le cellule dallo stress ossidativo.
Proprio per la sua particolare composizione, oggi il Reishi viene utilizzato soprattutto sotto forma di estratto. Questo permette di concentrare le sostanze presenti nel fungo e, nel caso di un estratto titolato, di conoscere la quantità effettivamente presente di determinati composti.
Stress cronico, ritmi intensi, notti corte mettono a dura prova il nostro corpo e la nostra mente, fino a quando il sistema nervoso, quello immunitario e la qualità del sonno iniziano a risentirne. Il Reishi agisce esattamente su questo equilibrio, che si rompe prima di quanto pensiamo e si ricostruisce più lentamente di quanto vorremmo.
Ciò che distingue il Reishi dagli altri funghi medicinali è la presenza dei triterpeni, composti rari nel regno fungino, studiati per la loro azione sul sistema nervoso centrale e sulla risposta dell’organismo allo stress. Insieme ai beta-glucani e ai polisaccaridi, formano un profilo biochimico che non ha equivalenti diretti tra gli altri funghi adattogeni. È per questo che nella tradizione cinese veniva chiamato “fungo dell’immortalità”: per la sua capacità di agire su più fronti e dove è più necessario e riportare l’organismo a uno stato di equilibrio, ossia di benessere generale.
Gli studi hanno associato l’assunzione regolare di Reishi a una riduzione della fatica fisica e mentale, a un miglioramento della qualità del sonno e a un rafforzamento delle difese immunitarie. Agisce anche sull’equilibrio ormonale e nervoso, con effetti documentati sulla nostra resistenza emotiva nei periodi di sovraccarico e stress.
Ganoderma (Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., sporoforo) e.s. tit. 30% in polisaccaridi, agente di rivestimento: idrossipropilmetilcellulosa, Rosa canina (Rosa canina L., frutto) e.s. tit 70% in Vitamina C, SUPEROX D –Superossido dismutasi (SOD) 11000 Unit/g, agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi.
Il Reishi è apprezzato soprattutto per il contenuto di beta-glucani, polisaccaridi e triterpeni. Sono le sostanze che hanno attirato maggiormente l’attenzione della ricerca, in particolare per il rapporto con le difese immunitarie, la stanchezza fisica e mentale e i sistemi antiossidanti dell’organismo. Per questo viene spesso scelto nei periodi più intensi, durante i cambi di stagione o nei momenti in cui la stanchezza comincia a farsi sentire maggiormente.
Il Reishi è indicato soprattutto per chi è sottoposto a un ritmo di vita intenso, a giornate molto stressanti o a disturbi del sonno. È interessante anche per chi avverte stanchezza fisica o mentale prolungata, per chi vuole migliorare il recupero dopo periodi di sovraccarico e per chi cerca un adattogeno prodotto che l’aiuti a lavorare sull’equilibrio generale dell’organismo piuttosto che su un solo problema specifico.
Il Reishi può essere assunto ogni giorno rispettando la dose indicata sulla confezione. Per il Reishi VEETA sono previste 3 capsule al giorno, preferibilmente al mattino. La regolarità è particolarmente importante, perché gli studi sul Reishi hanno generalmente osservato i risultati dopo diverse settimane di utilizzo.
Il Reishi viene normalmente studiato attraverso un’assunzione continuativa. Nelle ricerche sull’uomo, alcuni effetti legati alla stanchezza sono stati analizzati dopo 8 settimane, mentre gli studi sui beta-glucani e sulla risposta immunitaria hanno utilizzato periodi più lunghi, fino a 84 giorni. Per questo il Reishi si presta maggiormente a un utilizzo regolare piuttosto che occasionale.
È uno dei funghi adattogeni più studiati per la sua azione sulla risposta allo stress e i risultati degli studi su soggetti esposti a stress cronico sono tra i più solidi nel panorama della micoterapia. I suoi triterpeni interagiscono con alcuni meccanismi del sistema nervoso, riducendo la fatica mentale e migliorando la resistenza emotiva proprio allo stress e al sovraccarico mentale.
I beta-glucani del Reishi sono tra i suoi componenti maggiormente studiati. In uno studio su adulti sani, dopo 84 giorni sono stati osservati cambiamenti in diverse cellule coinvolte nella risposta immunitaria, comprese cellule T e Natural Killer. È proprio questo rapporto tra beta-glucani e risposta immunitaria che rende il Reishi uno dei funghi più interessanti nei periodi in cui vuoi prestare maggiore attenzione alle tue difese immunitarie.
Anche il rapporto tra Reishi e microbiota intestinale sta attirando sempre maggiore attenzione. I polisaccaridi dei funghi possono arrivare in parte nell’intestino e diventare substrato per alcuni microrganismi presenti nel colon. Per questo il Reishi viene studiato anche per capire come possa interagire con la composizione del microbiota e con le sostanze prodotte dai batteri intestinali.
La polvere indica semplicemente la quantità di fungo macinato presente nel prodotto. Con un estratto titolato, invece, puoi conoscere anche la concentrazione di alcuni dei suoi componenti più interessanti. Il Reishi di Veeta è titolato al 30% in polisaccaridi. Con la dose giornaliera assumi 1.000 mg di estratto, di cui 300 mg di polisaccaridi.