Cordyceps: benefici, proprietà ed effetti indesiderati del Cordyceps Sinensis

Cordyceps sinensis

Nomi comuni:
  • Cordyceps
  • Cordyceps sinensis
  • Yartsa Gunbu
Cordyceps: benefici, proprietà ed effetti indesiderati del Cordyceps Sinensis

Cos’è?

Il Cordyceps è un genere di fungo medicinale con oltre 400 specie, tra cui le più studiate sono il Cordyceps sinensis e il Cordyceps militaris. Originario degli altipiani tibetani e delle montagne della Cina, viene impiegato nella Medicina Tradizionale Cinese da migliaia di anni come tonico, adattogeno e rimedio contro la stanchezza. La ricerca scientifica moderna ha iniziato a esplorarne i principi attivi, in particolare la cordicepina e i polisaccaridi, in relazione alle prestazioni atletiche, al metabolismo energetico, alle difese dell’organismo e alla funzionalità renale. I prodotti sul mercato oggi sono principalmente estratti, coltivati da Cordyceps militaris, più accessibili e riproducibili rispetto alla specie selvatica.

Proprietà e benefici del Cordyceps studiati dalla ricerca scientifica

La ricerca sul Cordyceps è in continua evoluzione, con un numero crescente di studi clinici pubblicati negli ultimi anni. I risultati più solidi riguardano le prestazioni atletiche. Il cordyceps permette di migliorare la capacità di utilizzare l’ossigeno sotto sforzo, facilitando il recupero e la resistenza aerobica. Gli effetti positivi sulla glicemia, sui trigliceridi e sulla protezione renale derivano quasi tutti da studi su campioni umani di dimensioni ancora limitate.

Il Cordyceps, come tutti i funghi medicinali, non sostituisce alcuna terapia medica prescritta e non va considerato un farmaco.

Origini e storia del Cordyceps

Se hai mai sentito parlare del fungo che cresce sui bruchi, probabilmente hai già incrociato la storia del Cordyceps. Un fungo parassita, affascinante quanto insolito, che nel corso dei secoli è passato dall’uso esclusivo delle corti imperiali cinesi ai ricercatori dei laboratori di fisiologia dello sport, fino agli scaffali delle erboristerie di tutto il mondo.

La sua storia è piena di curiosità. Fino al 1993, in Occidente pochi ne conoscevano il nome. Poi, ai Campionati Mondiali di atletica di Stoccarda e ai Giochi Nazionali Cinesi dello stesso anno, un gruppo di atlete cinesi polverizzò diversi record mondiali nelle gare di mezzofondo e fondo. I controlli antidoping risultarono tutti negativi. L’allenatore, Ma Junren, rivelò che parte del merito andava a un preparato tradizionale a base di Cordyceps sinensis. Da quel momento, l’interesse della scienza applicata alla nutrizione e all’integrazione alimentare per questo fungo non si è più fermato.

Le prime testimonianze scritte sull’uso del Cordyceps nella medicina popolare cinese risalgono a oltre tremila anni fa. Il testo di riferimento più antico, il Ben-Cao-Cong-Xin (“Nuova Stesura della Materia Medica”), compilato durante la dinastia Qing nel 1757, descrive il fungo come rimedio per rafforzare i polmoni, i reni e l’energia vitale. In Tibet era conosciuto come Yartsa Gunbu, che nella lingua locale significa letteralmente “pianta d’estate, insetto d’inverno”: un nome che descrive il ciclo di vita bizzarro e affascinante di questo organismo.

Per secoli il Cordyceps naturale fu una merce preziosa riservata alla famiglia imperiale cinese. I pastori tibetani raccoglievano i carpofori sui pascoli d’alta quota tra 3.000 e 5.000 metri, dove ancora oggi la raccolta stagionale rappresenta una fonte di reddito fondamentale per molte famiglie. Il Cordyceps sinensis naturale può raggiungere prezzi tra i 20.000 e i 40.000 euro al chilogrammo, rendendolo uno degli ingredienti più costosi al mondo tra quelli di origine fungina.

Con la crescita della domanda e la difficoltà di raccolta, la ricerca ha sviluppato metodi di coltivazione controllata del Cordyceps militaris, la specie più accessibile e riproducibile, che oggi è alla base della quasi totalità degli integratori alimentari presenti sul mercato.

Caratteristiche botaniche e ciclo di vita

Il Cordyceps appartiene alla famiglia delle Cordycipitaceae, all’interno degli ascomiceti. Sono funghi entomopatogeni, ovvero parassiti che infettano altri organismi, principalmente larve d’insetto, per completare il loro ciclo riproduttivo.

Il processo è spettacolare quanto inquietante. Le spore del fungo entrano in contatto con una larva, germinano, penetrano nell’esoscheletro e iniziano a colonizzare l’ospite dall’interno. Il micelio sostituisce progressivamente i tessuti dell’insetto fino a occuparne l’intero corpo. Quando le condizioni ambientali diventano favorevoli, il corpo fruttifero emerge dall’insetto mummificato, spingendosi fuori dalla testa o dal torace della larva con la caratteristica forma allungata e sottile.

Questo meccanismo ha reso il Cordyceps celebre anche al grande pubblico attraverso documentari naturalistici, e più di recente ha ispirato la narrativa di finzione incentrata su funghi parassiti. In natura, ogni specie di Cordyceps è altamente specifica per il tipo di ospite che colonizza e non è in grado di infettare organismi diversi da quelli per cui si è adattata. Il pericolo per gli esseri umani è inesistente.

Le due specie al centro della ricerca scientifica moderna sono:

  • Cordyceps sinensis (oggi riclassificato tassonomicamente come Ophiocordyceps sinensis), il fungo selvatico tibetano che cresce sulle larve della falena del genere Thitarodes ad alta quota;
  • Cordyceps militaris, la specie coltivabile in laboratorio su substrati vegetali, più ricca di cordicepina e più adatta alla produzione di estratti standardizzati per l’integrazione alimentare.

Il Cordyceps nella Medicina Tradizionale Cinese

Nella Medicina Tradizionale Cinese, il Cordyceps agisce sui meridiani dei polmoni e dei reni, i due sistemi che nella teoria energetica cinese governano la vitalità, la respirazione e la riserva di energia vitale (il “Jing”). Per questa ragione veniva storicamente impiegato come tonico per le persone anziane, per chi si riprendeva da malattie prolungate, per chi manifestava stanchezza cronica e debolezza fisica.

I testi antichi ne consigliavano l’uso in caso di difficoltà respiratorie, tosse cronica, scarsa energia e come rimedio adattogeno per sostenere il fisico durante i periodi di stress o cambiamento stagionale. Era anche associato al mantenimento della fertilità e della vitalità in età avanzata.

Il concetto di adattogeno, introdotto nella farmacologia moderna dal medico russo Nikolai Lazarev nel 1947, descrive sostanze che aiutano l’organismo ad adattarsi a diversi tipi di stress senza effetti stimolanti specifici. Nella micoterapia contemporanea, il Cordyceps viene classificato come adattogeno fungino, in linea con la sua tradizione d’uso.

Studi sulle prestazioni atletiche e il metabolismo energetico

L'ambito in cui la ricerca ha prodotto i dati più interessanti sull'uomo riguarda l'effetto del Cordyceps sulle prestazioni aerobiche e sulla capacità di sostenere lo sforzo fisico nel tempo.

Uno dei parametri più usati dai fisiologi dello sport per misurare la forma aerobica è il VO2max, cioè la quantità massima di ossigeno che il corpo riesce a utilizzare durante uno sforzo intenso. Più è alta, più il corpo è efficiente nel trasformare l'ossigeno in energia durante l'esercizio. Un miglioramento del VO2max significa, in parole semplici, che riesci a fare di più prima di sentirti a corto di fiato.

Uno studio, controllato con placebo, pubblicato sul Journal of Dietary Supplements nel 2017, ha esaminato gli effetti di una miscela a base di Cordyceps militaris (4 g al giorno) in 28 adulti sani. Dopo una settimana non si sono registrate differenze rispetto al placebo. Dopo tre settimane, chi aveva assunto il fungo ha mostrato un aumento del VO2max di 4,8 ml/kg/min, contro 0,9 ml/kg/min nel gruppo placebo, con un allungamento del tempo di esaurimento fisico di quasi 70 secondi e un miglioramento della soglia ventilatoria, cioè del punto oltre il quale la respirazione diventa affannosa [3].

Un secondo studio, pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine nel 2010 da Chen e colleghi, ha valutato un estratto fermentato di Cordyceps sinensis in 20 soggetti sani tra i 50 e i 75 anni, per 12 settimane. Al termine, il gruppo trattato ha mostrato un miglioramento del 10,5% nella soglia metabolica, ovvero nel punto oltre il quale i muscoli iniziano ad accumulare acido lattico, e dell'8,5% nella soglia ventilatoria. Nel gruppo placebo non si sono registrate variazioni significative [4].

Entrambi gli studi suggeriscono che il Cordyceps possa agire sull'efficienza con cui le cellule usano l'ossigeno durante lo sforzo prolungato, con effetti che diventano misurabili solo dopo alcune settimane di assunzione continuativa. Non è quindi un integratore che agisce nell'immediato, come la caffeina, perché i suoi effetti si costruiscono nel tempo.

Inoltre, il Cordyceps non è inserito nell'elenco delle sostanze vietate dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ed è consentito nello sport a tutti i livelli.

Studi sul sistema immunitario

I beta-glucani del Cordyceps sono stati studiati per la loro interazione con i recettori delle cellule del sistema immunitario innato.

Il meccanismo è lo stesso che accomuna molti funghi medicinali: i beta-glucani presenti nel corpo fruttifero vengono riconosciuti da alcune cellule di difesa come un segnale di attivazione, spingendole a lavorare in modo più efficiente.

Una revisione pubblicata su Frontiers in Pharmacology nel 2021 ha esaminato le evidenze disponibili su questo tema, raccogliendo studi che osservano come i composti del Cordyceps interagiscano con tre tipi di cellule del sistema immunitario:

  • i macrofagi, che pattugliano i tessuti alla ricerca di agenti estranei;
  • le cellule Natural Killer, che intervengono per prime quando l'organismo rileva una minaccia;
  • le cellule dendritiche, che coordinano la risposta immunitaria più articolata [2].

Uno studio clinico, pubblicato su Scientific Reports nel 2024, ha esaminato l'effetto di una bevanda a base di Cordyceps militaris in adulti sani. Chi aveva assunto il prodotto ha mostrato un aumento dei linfociti, cioè delle cellule che il corpo usa per riconoscere e rispondere alle minacce, e una riduzione di alcuni marcatori legati alla risposta infiammatoria, rispetto a chi aveva assunto il placebo [5].

È un tipo di risultato che interessa soprattutto chi vuole sostenere le proprie difese nei periodi di maggiore stress fisico o nei cambi di stagione, quando l'organismo è più esposto e meno reattivo.

Studi sul profilo antiossidante

Ogni giorno le cellule del corpo producono radicali liberi. Si tratta di una “scoria” inevitabile, esito del metabolismo. Tuttavia, quando la loro quantità supera la capacità dell'organismo di neutralizzarli, si crea uno squilibrio che nel tempo causa l'invecchiamento cellulare e, di conseguenza, l'usura del nostro fisico e della sua funzionalità. È quello che i ricercatori chiamano stress ossidativo.

La cordicepina e i polisaccaridi del Cordyceps sono stati studiati in laboratorio per la loro capacità di contrastare questo processo. Diversi studi hanno osservato che gli estratti di Cordyceps sinensis migliorano l'attività di alcuni enzimi che il corpo usa per difendersi dai radicali liberi, riducendo i segni di usura cellulare nelle cellule invecchiate [6]. Si tratta di dati preliminari che attendono conferma in studi su più vasta scala, ma che si inseriscono in un quadro coerente con quanto osservato su altri funghi medicinali con composizione simile.

Studi sulla funzionalità renale

Il legame tra Cordyceps e reni è uno dei più antichi nella tradizione della Medicina Tradizionale Cinese, dove il fungo veniva usato storicamente come tonico per questo organo. La ricerca moderna ha iniziato a esplorare questa direzione, soprattutto in popolazioni con funzionalità renale compromessa.

Una meta-analisi pubblicata su Frontiers in Pharmacology nel 2024 ha esaminato l'uso della capsula Bailing, un derivato fermentato del Cordyceps sinensis, come terapia aggiuntiva in pazienti con malattia renale cronica già in cura con i trattamenti convenzionali. I dati aggregati di più studi hanno mostrato che chi assumeva il preparato in aggiunta alla terapia standard presentava una riduzione della proteinuria, cioè della perdita di proteine attraverso le urine, e un miglioramento di alcuni parametri della funzione renale rispetto a chi seguiva solo la terapia convenzionale [7].

È importante sottolineare che questi studi riguardano preparati specifici e standardizzati, usati come complemento a terapie mediche in soggetti con patologie renali diagnosticate, e non giustificano né trasferiscono le loro conclusioni all'uso generico del Cordyceps come integratore alimentare. Sono però un segnale dell'interesse crescente della ricerca verso questo fungo e della solidità della sua tradizione d'uso.

Studi sul metabolismo degli zuccheri e profilo lipidico

Su questo fronte la ricerca è ancora alle fasi iniziali e i dati disponibili provengono quasi esclusivamente da studi su animali. Lo ricordiamo perché in questo ambito si trovano online molte affermazioni ottimistiche che vanno oltre quello che la scienza ha effettivamente dimostrato. La nostra scelta è raccontare i dati per quello che sono, compresi i loro limiti.

Ad ogni modo, una revisione pubblicata su Molecules nel 2020 ha documentato che la cordicepina, in modelli animali, ha mostrato effetti sul modo in cui il corpo gestisce gli zuccheri e sui livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue [8].

Cordyceps sinensis vs Cordyceps militaris

Una delle domande più frequenti tra chi si avvicina a questo fungo riguarda la differenza tra le due specie principali.

Sul mercato, la materia prima più utilizzata nelle formulazioni a base di Cordyceps è oggi il Cordyceps militaris. Viene coltivato in laboratorio su substrati vegetali, è più accessibile dal punto di vista produttivo e si presta meglio alla standardizzazione degli estratti. Buona parte degli studi clinici più recenti sulle prestazioni atletiche è stata condotta con questa specie o con i suoi principi attivi.

Il Cordyceps sinensis è la specie su cui si fonda tutta la storia di questo fungo. È lui il "fungo dell'imperatore" tibetano, quello usato per migliaia di anni nella Medicina Tradizionale Cinese e quello che nel 1993 ha portato il Cordyceps all'attenzione del mondo occidentale. In natura è rarissimo. Inoltre la sua raccolta è stagionale, difficilissima e avviene in condizioni climatiche estreme ad alta quota. Tuttavia, oggi può essere anche coltivato in forma controllata a partire dallo sporoforo, il corpo fruttifero, dove si concentra la maggior parte dei principi attivi più studiati dalla letteratura scientifica.

In Veeta abbiamo scelto lo sporoforo di Cordyceps sinensis come ingrediente delle nostre capsule, andando in una direzione diversa rispetto alla maggior parte dei prodotti salutistici oggi disponibili. La ragione alle spalle di questa scelta è che volevamo lavorare con la materia prima su cui si è costruita nei secoli la conoscenza reale di questo fungo, garantendo tracciabilità e trasparenza sulla composizione. L'estratto è titolato al 30% in polisaccaridi, il che significa che ogni capsula contiene una concentrazione costante e verificabile dei principi attivi, indipendentemente dalla variabilità naturale della materia prima.

Cosa significa “doppia estrazione”

Quando leggi le caratteristiche di un integratore alimentare a base di Cordyceps, trovi spesso l'indicazione "doppia estrazione". Si tratta di una procedura tecnica, la cui adozione in un processo produttivo ha delle conseguenze sulla composizione del prodotto finale.

Il corpo fruttifero del Cordyceps contiene principi attivi con solubilità diverse. I polisaccaridi e i beta-glucani si sciolgono in acqua calda, mentre la cordicepina e altri composti si estraggono con alcol. Un processo di estrazione singola recupera soltanto una parte di questi nutrienti. La doppia estrazione, con un primo passaggio in acqua calda e un secondo in alcol, consente di ottenere uno spettro più completo dei principi attivi presenti nel fungo.

È la scelta che abbiamo fatto per le nostre capsule. L'estratto di Cordyceps sinensis che utilizziamo viene sottoposto a doppia estrazione per preservare sia la quota di polisaccaridi, garantita al 30% per dose, sia i composti liposolubili che un'estrazione singola lascerebbe indietro. A questo si aggiunge la SOD, la superossido dismutasi, un enzima antiossidante naturale presente nella formulazione che lavora insieme ai principi attivi del fungo per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Ogni lotto viene testato da un laboratorio indipendente prima della commercializzazione, per verificare che la concentrazione dei principi attivi corrisponda a quanto dichiarato in etichetta.

Quando valuti un integratore alimentare a base di Cordyceps, il primo dato da cercare in etichetta è la percentuale garantita di polisaccaridi per dose. È il parametro che permette di confrontare la qualità delle formulazioni in modo oggettivo, al di là delle indicazioni generiche sulla specie o sul metodo di coltivazione.

Dosaggio del Cordyceps come integratore alimentare

Il dosaggio del Cordyceps dipende dalla formulazione, dalla specie utilizzata e dalla concentrazione dei principi attivi. Non esiste ancora un dosaggio raccomandato ufficialmente stabilito da autorità regolatorie europee, a differenza di quanto accade per le vitamine e i minerali.

II dosaggi più studiati negli studi clinici sull'uomo variano da 1.000 a 4.000 mg al giorno di estratto secco, con risultati più consistenti nelle assunzioni protratte per almeno 3 settimane.

Molti integratori a base di Cordyceps utilizzano capsule in gelatina animale. Le capsule Veeta contengono 1.000 mg di estratto di Cordyceps sinensis per dose giornaliera (3 capsule), con una titolazione garantita al 30% in polisaccaridi, verificata da laboratori indipendenti su ogni lotto, e sono interamente vegetali. Una scelta che permette a chi segue un'alimentazione vegana o ha esigenze alimentari specifiche di integrare il Cordyceps senza compromessi sulla composizione del prodotto.

Quando scegli un integratore alimentare a base di Cordyceps, gli elementi su cui vale la pena soffermarsi sono:

  • la specie e la parte del fungo utilizzata (lo sporoforo concentra i principi attivi più studiati);
  • il metodo di estrazione;
  • la percentuale certificata di polisaccaridi per dose;
  • la presenza di analisi di laboratorio indipendenti che confermino quanto dichiarato in etichetta.

Come per la maggior parte dei funghi medicinali, i protocolli di assunzione più diffusi prevedono cicli da 4 a 8 settimane, da rinnovare in base alle proprie esigenze.

Combinare il Cordyceps con altri funghi medicinali e nutrienti

Nella micoterapia moderna, il Cordyceps viene spesso abbinato ad altri funghi medicinali e a nutrienti specifici per costruire protocolli integrati.

Gli abbinamenti più studiati e diffusi includono:

  • Reishi (Ganoderma lucidum), per il supporto al sistema immunitario e alla qualità del riposo;
  • Shiitake (Lentinula edodes), per il profilo di beta-glucani e per tenere sotto controllo il colesterolo;
  • Hericium erinaceus, per un effetto sul sistema nervoso in caso di periodo molto stressanti;
  • Vitamina C, per proteggere le cellule dallo stress ossidativo, ossia dall’invecchiamento precoce scatenato da stress, smog, fumo di sigaretta e raggi UV.

La combinazione tra Cordyceps e vitamina C è una delle più diffuse in ambito nutrizionale. Questo perché, mentre il Cordyceps agisce con i suoi principi attivi adattogeni, la vitamina C apporta un effetto antiossidante, riconosciuto dalle autorità europee.

In Veeta abbiamo scelto di utilizzare vitamina C estratta dalla rosa canina. La differenza rispetto alla vitamina C sintetica che trovi nella maggior parte degli integratori sta nel contesto in cui questa molecola si trova naturalmente. Nella rosa canina la vitamina C è accompagnata da bioflavonoidi e altri composti vegetali che ne agevolano l'assorbimento. È una materia prima più complessa da lavorare e più costosa, ma più vicina a come la vitamina C si trova in natura.

Precauzioni e possibili effetti indesiderati

Il Cordyceps è considerato sicuro quando assunto nelle dosi indicate dal produttore per brevi o medi periodi perché finora non sono mai stati documentati dalle ricerca effetti avversi gravi rispetto alle dosi comunemente utilizzate.

Esistono tuttavia alcune situazioni che richiedono attenzione:

  • allergia ai funghi o alle muffe;
  • gravidanza e allattamento (per assenza di dati di sicurezza specifici);
  • malattie autoimmuni, in quanto una stimolazione del sistema immunitario potrebbe interferire con le terapie in corso;
  • assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti;
  • soggetti sottoposti a trapianto d’organo;
  • interventi chirurgici programmati (sospendere l’assunzione almeno due settimane prima).

In alcuni soggetti possono comparire lievi disturbi gastrointestinali, soprattutto nelle prime settimane di assunzione o a dosaggi elevati. In presenza di patologie croniche o terapie farmacologiche, è opportuno confrontarsi con il proprio medico prima di iniziare qualsiasi protocollo di integrazione.

Interazioni con i farmaci

Il Cordyceps può interagire con l’attività di determinati farmaci. In particolare, l’esperinza scientifica, ci invita a prestare attenzione a:

  • farmaci immunosoppressori: la stimolazione del sistema immunitario potrebbe ridurne l’efficacia;
  • farmaci anticoagulanti e antiaggreganti: potrebbe rallentare la coagulazione;
  • farmaci per il controllo della glicemia: potrebbe potenziale l’effetto sul metabolismo degli zuccheri.

In tutti questi casi, è indispensabile il parere del medico curante prima di iniziare l’assunzione.

Nutrienti principali

Cordicepina

Molecola caratteristica del Cordyceps, strutturalmente simile all’adenosina prodotta naturalmente dal nostro corpo per coordinare il consumo di energia. Il corpo la riconosce e la utilizza nei processi legati alla produzione di energia e alla protezione delle cellule dall’usura quotidiana.

Beta-glucani e polisaccaridi

Si tratta di zuccheri complessi abbondanti nel corpo fruttifero del Cordyceps. Le cellule del sistema immunitario li riconoscono come segnale di attivazione, spingendo macrofagi e cellule Natural Killer a lavorare in modo più efficiente.

Adenosina e nucleosidi

Sono composti che il corpo utilizza per produrre ATP, la forma di energia impiegata durante qualsiasi attività fisica e mentale. È il meccanismo alla base dell’associazione storica tra Cordyceps e contrasto della stanchezza.

D-mannitolo (acido cordycepico)

Composto naturale considerato nella tradizione tibetana tra i principi più tonificanti del fungo. La ricerca moderna lo studia in relazione a come le cellule usano l’ossigeno durante i processi energetici.

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Bibliografia e fonti

[1] Ashraf SA, Elkhalifa AEO, Siddiqui AJ, et al. Cordycepin for Health and Wellbeing: A Potent Bioactive Metabolite of an Entomopathogenic Cordyceps Medicinal Fungus and Its Nutraceutical and Therapeutic Potential. Molecules. 2020;25(12):2735.

[2] Das G, Shin HS, Leyva-Gómez G, et al. Cordyceps spp.: A Review on Its Immune-Stimulatory and Other Biological Potentials. Front Pharmacol. 2021;11:602364.

[3] Hirsch KR, Smith-Ryan AE, Roelofs EJ, Trexler ET, Mock MG. Cordyceps militaris Improves Tolerance to High-Intensity Exercise After Acute and Chronic Supplementation. Journal of Dietary Supplements. 2017;14(1):42-53.

[4] Chen S, Li Z, Krochmal R, Abrazado M, Kim W, Cooper CB. Effect of Cs-4 (Cordyceps sinensis) on exercise performance in healthy older subjects: a double-blind, placebo-controlled trial. Journal of Alternative and Complementary Medicine. 2010;16(5):585-90.

[5] Ontawong A, Pengnet S, Thim-Uam A, et al. A randomized controlled clinical trial examining the effects of cordyceps militaris beverage on the immune response in healthy adults. Scientific Reports. 2024;14:7994.

[6] Ji DB, Ye J, Li CL, Wang YH, Zhao J, Cai SQ. Antiaging effect of Cordyceps sinensis extract. Phytotherapy Research. 2009;23(1):116-22.

[7] Liu W, Gao Y, Zhou Y, et al. Use of bailing capsules (cordyceps sinensis) in the treatment of chronic kidney disease: a meta-analysis and network pharmacology. Frontiers in Pharmacology. 2024;15:1342831.

[8] Ashraf SA, Elkhalifa AEO, Siddiqui AJ, et al. Cordycepin for Health and Wellbeing: A Potent Bioactive Metabolite of an Entomopathogenic Cordyceps Medicinal Fungus and Its Nutraceutical and Therapeutic Potential. Molecules. 2020;25(12):2735.

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