Shiitake: proprietà, storia e benefici del fungo medicinale Lentinula edodes
Lentinula edodes
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Cos’è?
Il fungo Shiitake è uno dei funghi medicinali più conosciuti al mondo e, insieme al Reishi e al Maitake, occupa da secoli un posto d’eccezione nella tradizione erboristica asiatica. In Cina e in Giappone il Shiitake viene consumato da migliaia di anni sia come alimento pregiato, con il suo caratteristico sapore umami, sia come ingrediente storico della micoterapia orientale. Il nome scientifico è Lentinula edodes, in passato indicato anche come Lentinus edodes, mentre il termine giapponese Shiitake deriva da shii, una varietà di castagno sui cui tronchi cresce in natura, e da take, che significa fungo. Oggi lo Shiitake è oggetto di numerose ricerche scientifiche, soprattutto per i suoi composti bioattivi come il lentinano, l’eritadenina e l’ergotioneina. Per valorizzare al massimo queste proprietà, Veeta coltiva lo Shiitake su un substrato di riso e trucioli di legno, replicando fedelmente le condizioni del suo ambiente naturale. Dal corpo fruttifero puro al 100% si ottiene, tramite un’estrazione ad acqua calda, un estratto concentrato che garantisce il 30% di polisaccaridi e beta-glucani in ogni capsula. La tradizione millenaria incontra così una formula pura e biodisponibile, pronta da integrare nella routine alimentare.
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Lo Shiitake (Lentinula edodes) è uno dei funghi più apprezzati nella tradizione asiatica. Supporta il sistema immunitario, aiuta a ridurre il colesterolo…
Proprietà e benefici del fungo Shiitake studiati dalla ricerca scientifica
Le proprietà del fungo Shiitake sono state analizzate in centinaia di studi scientifici pubblicati negli ultimi decenni. La ricerca ha esplorato in particolare le interazioni dei beta-glucani, dell’eritadenina e degli antiossidanti presenti nel fungo con diversi sistemi biologici, aprendo la strada a numerosi utilizzi in ambito nutraceutico.
È importante ricordare che lo Shiitake, come tutti i funghi medicinali, non sostituisce cure mediche o farmaci prescritti dal medico, ma viene proposto come integratore alimentare nell’ambito della micoterapia e della medicina integrativa.
Origini e storia del fungo medicinale Shiitake
Il fungo Shiitake ha origini asiatiche antichissime. La sua coltivazione è documentata da oltre mille anni e, secondo diverse fonti storiche, in Cina è stata praticata addirittura prima di quella del riso. La prima testimonianza scritta risale al 1209, quando in Cina venne descritta la tecnica di coltivazione dello Shiitake sui tronchi delle latifoglie, in particolare del castagno shii e della quercia. La figura più citata dagli storici è quella di Wu San Kwung (o Wú Sāngōng), botanico cinese vissuto tra il 1130 e il 1208, ricordato come il primo a mettere a punto un metodo sistematico per la crescita del Lentinula edodes.
Nel 1313 il botanico cinese Wang Cheng, nel suo trattato di agricoltura, descrisse in modo dettagliato le tecniche per coltivare i funghi Shiitake, dalla scelta del sito alla selezione degli alberi. Queste conoscenze arrivarono in Giappone tra il 1500 e il 1600, dove il fungo iniziò a essere coltivato in modo stabile durante il periodo Edo. La prima menzione documentata del consumo di Shiitake in Giappone risale al 199 d.C., quando la tribù dei Kyusuyu ne offrì un esemplare all’imperatore Chuai come tributo.
Durante la dinastia Ming lo Shiitake venne definito “elisir di lunga vita” per il suo posto simbolico nella cultura orientale. Nell’antica corte imperiale giapponese era riservato ai nobili e agli imperatori, ed era considerato un cibo pregiato. Oggi lo Shiitake è il secondo fungo commestibile più consumato al mondo, coltivato principalmente in Cina, Giappone, Corea, Stati Uniti, Canada e sempre più anche in Europa. Nei paesi occidentali viene spesso indicato anche come fungo cinese o fungo giapponese, a seconda della zona di provenienza.
Lo Shiitake nella Medicina Tradizionale Cinese
Nella Medicina Tradizionale Cinese, il Lentinula edodes viene descritto come un alimento capace di rafforzare il “Jing-Qi”, l’energia vitale, e il “Xie-Qi”, la resistenza dell’organismo agli agenti esterni. Nella tradizione popolare cinese lo Shiitake è stato utilizzato per secoli in situazioni come raffreddori stagionali, stanchezza cronica e affaticamento fisico, oltre che come tonico generale per le persone di ogni età. Le fonti antiche ne consigliavano il consumo regolare per accompagnare il fisico nelle sue attività quotidiane.
Nell’ambito della tradizione giapponese lo Shiitake è stato impiegato per secoli con finalità simili, sia come cibo di gran pregio, sia come ingrediente della medicina Kampo, la medicina tradizionale nipponica. Ancora oggi in Giappone il consumo di Shiitake fa parte delle abitudini alimentari della popolazione, e il fungo viene proposto anche come integratore alimentare.
Un elemento interessante che collega la tradizione orientale alla scienza moderna riguarda il lentinano, un polisaccaride estratto dallo Shiitake. In Giappone il lentinano è stato approvato come farmaco adiuvante in ambito oncologico già dagli anni Ottanta, un riconoscimento che, all’epoca, distingueva questo composto dalla maggior parte degli altri principi attivi di origine fungina. Il consumo alimentare di Shiitake non equivale a un trattamento medico, ma la storia farmacologica di questa molecola dà la misura dell’interesse scientifico che il fungo ha suscitato nel tempo.
Caratteristiche botaniche e composizione del fungo Shiitake
Il Lentinula edodes appartiene alla famiglia delle Omphalotaceae ed è un fungo basidiomicete (con gambo e cappello, simile nell’aspetto ai più conosciuti funghi porcini e prataioli) che cresce spontaneamente sui tronchi delle latifoglie in decomposizione, in climi caldi e umidi. Il cappello è convesso, di colore bruno con chiazze biancastre, con un diametro che varia dai 5 ai 15 centimetri. Il gambo è tozzo, fibroso, di colore bianco-ocra, mentre nella parte inferiore del cappello sono presenti lamelle bianche che producono spore chiare.
Chi coltiva i funghi Shiitake in modo tradizionale utilizza tronchi di castagno, quercia o faggio, mentre le coltivazioni professionali si basano su substrati di riso, segatura e trucioli di legno, che riproducono in modo controllato l’ambiente naturale di crescita. Questo processo elimina alla radice qualsiasi batterio, spora o fungo competitore.
Dal punto di vista nutrizionale, il fungo Shiitake presenta un profilo biologico ricco e completo. È caratterizzato da un bilanciato apporto di nutrienti essenziali, come proteine vegetali ad alto valore nutrizionale e fibre alimentari solubili, associato a una preziosa varietà di composti naturali vegetali. Tra i più studiati dalla letteratura scientifica troviamo:
- il lentinano, un beta-glucano con struttura β-1,3 e β-1,6, oggetto di numerose ricerche in ambito immunologico;
- l’eritadenina, un amminoacido presente quasi esclusivamente nello Shiitake, studiato in relazione al metabolismo del colesterolo;
- l’ergotioneina, un amminoacido con attività antiossidante, presente in pochi alimenti oltre ai funghi;
l’ergosterolo, quando il fungo viene essiccato al sole, si trasforma in vitamina D, fondamentale per le ossa e per il sistema immunitario;
- vitamine del gruppo B (in particolare B1, B2, B6), vitamina D, minerali come selenio, zinco, rame, magnesio, potassio, ferro e manganese;
- proteoglicani, steroli vegetali aiutano a limitare l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, e una piccola quota di acidi grassi polinsaturi. Questa combinazione di elementi contribuisce anche al benessere dell’intestino, nutrendo e garantendo l’equilibrio della flora batterica intestinale.
L’insieme di queste sostanze colloca lo Shiitake tra i funghi più studiati e valorizzati nel mondo degli integratori alimentari.
Proprietà e benefici del fungo Shiitake studiati dalla ricerca scientifica
L’ambito più esplorato dalla ricerca sullo Shiitake riguarda l’interazione dei suoi beta-glucani, in particolare il lentiniano, con le cellule del sistema immunitario.
Una sperimentazione clinica i cui risultati sono comparsi sul Journal of the American College of Nutrition ha osservato che il consumo quotidiano di Shiitake per 4 settimane si accompagna ad un aumento dell’attività di un gruppo di globuli bianchi che difendono l’organismo (le cellule Natural Killer) e a una riduzione delle sostanze che causano infiammazione [1]. Altre ricerche hanno studiato la capacità del fungo Shiitake di stimolare il sistema immunitario, facendo test sia in provetta sia su modelli di laboratorio.[2].
Un filone di ricerca recente ha esplorato l’AHCC, un estratto speciale e brevettato ottenuto dalle “radici” (il micelio) del fungo Shiitake. Uno studio pubblicato nel 2022 su Frontiers in Oncology ha osservato che assumendo 3 grammi al giorno di questo estratto per 6 mesi, il 63,4% delle donne è riuscito a sconfiggere ed eliminare l’infezione da HPV ad alto rischio, senza mostrare effetti collaterali significativi rispetto a chi aveva assunto una sostanza innocua (placebo) [7]. È importante però sottolineare che l’AHCC è un prodotto specifico, registrato in Giappone: questi ottimi risultati, quindi, non valgono automaticamente per qualunque integratore di Shiitake si trovi in commercio.
Per queste ragioni il fungo Shiitake viene tradizionalmente inserito nelle abitudini di micoterapia durante i cambi di stagione e nei periodi di stress fisico o mentale. Le fibre alimentari e gli zuccheri complessi presenti nel fungo sono stati inoltre oggetto di ricerca in relazione al microbiota intestinale, un tema che la letteratura scientifica collega al funzionamento del sistema immunitario [3].
Studi sul colesterolo e il sistema cardiovascolare
Lo Shiitake è uno dei pochi funghi in cui è stata isolata l’eritadenina, un amminoacido studiato in relazione al metabolismo del colesterolo.
La prima osservazione risale al 1966, quando i ricercatori Kaneda e Tokuda notarono che una dieta arricchita con Shiitake essiccato si associava a livelli di colesterolo nel sangue più bassi.
Studi successivi hanno esplorato una possibile influenza dell’eritadenina sui livelli di colesterolo LDL (spesso definito “colesterolo cattivo”).
Alcune ricerche preliminari sull’uomo si sono concentrate in particolare su gruppi di donne e di persone over 60 e hanno osservato variazioni del colesterolo dopo un periodo di consumo regolare di funghi Shiitake freschi o essiccati [4].
In parallelo, è stato studiato come i beta-glucani (particolari zuccheri sani contenuti nel fungo) agiscano sugli acidi biliari nell’intestino, e come le fibre alimentari aiutino a limitare o rallentare l’assorbimento di zuccheri e grassi.
Studi sull’attività antiossidante
Lo Shiitake è ricco di sostanze antiossidanti, studiate per la loro capacità di contrastare i radicali liberi (le molecole responsabili dell’invecchiamento delle cellule). Tra queste spicca l’ergotioneina, un amminoacido speciale che nel nostro corpo si concentra soprattutto nel fegato, negli occhi e nel sistema nervoso. In queste zone, la ricerca ha analizzato come questa sostanza aiuti a proteggere le cellule dallo stress ossidativo (una sorta di “usura” cellulare). L’ergotioneina si trova in quantità significative solo in pochissimi alimenti, e i funghi sono in assoluto tra le fonti principali.
Alcuni studi in laboratorio hanno osservato che gli estratti di Shiitake mostrano una buona azione protettiva contro l’ossidazione [5]. Altre ricerche hanno invece iniziato a esplorare come il consumo di questo fungo aiuti il corpo a reagire durante l’esercizio fisico. I primissimi dati mostrano un effetto positivo contro la fatica e l’usura dei muscoli.
Studi sullo Shiitake e il fegato
Il legame tra Shiitake e fegato è uno dei temi più esplorati dalla ricerca sui funghi medicinali. La tradizione della Medicina Tradizionale Cinese impiega da secoli lo Shiitake in situazioni che riguardano l’area epatica, e la ricerca moderna sta approfondendo alcuni meccanismi biologici alla base di questa indicazione tradizionale.
I fronti di ricerca più interessanti riguardano tre sostanze specifiche contenute nel fungo:
- l’ergotioneina si concentra in modo particolare nel fegato, dove gli scienziati hanno studiato come aiuti a proteggere questo organo dall’invecchiamento e dall’usura delle cellule (lo stress ossidativo);
- l’eritadenina, oltre a essere studiata per il controllo del colesterolo, è stata analizzata in laboratorio per capire come aiuti il fegato a elaborare e gestire i grassi;
- i polisaccaridi dello Shiitake (zuccheri complessi protettivi), e in particolare il lentinano, sono stati testati per valutarne gli effetti benefici sulle cellule del fegato.
Vitamina D naturalmente presente nel Shiitake
Questo accade grazie all’ergosterolo, una sostanza contenuta nel fungo che si trasforma in vitamina D2 quando viene colpita dai raggi ultravioletti del sole. Questo processo avviene sia mentre il fungo cresce all’aperto, sia (in modo ancora più intenso) quando viene fatto essiccare al sole. Ecco perché i funghi Shiitake secchi ne sono particolarmente ricchi.
Secondo le indicazioni ufficiali dell’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la vitamina D è fondamentale perché:
- aiuta il corpo ad assorbire e utilizzare al meglio il calcio e il fosforo;
- mantiene le ossa sane e forti;
- sostiene il buon funzionamento del sistema immunitario.
Assumere regolarmente lo Shiitake all’interno di una dieta varia è quindi un ottimo modo per assicurarsi un apporto naturale di questa vitamina, insieme a magnesio, potassio e selenio.
Studi sul microbiota intestinale
Le fibre alimentari e i polisaccaridi dello Shiitake agiscono come prebiotici, ovvero come nutrimento selettivo per i batteri benefici che compongono la nostra flora intestinale (microbiota), favorendone l’equilibrio.
L’efficacia di questo meccanismo è stata testata sull’uomo da uno studio clinico della University of Florida, pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition [1]. La ricerca ha coinvolto 52 adulti sani che hanno consumato dai 5 ai 10 grammi di funghi Shiitake essiccati al giorno per 4 settimane. Al termine del periodo, i ricercatori hanno registrato un aumento significativo della proliferazione dei linfociti T (cellule chiave del sistema immunitario) e una riduzione della proteina C-reattiva (CRP), un importante marcatore dell’infiammazione corporea.
Grazie a questa combinazione di fibre solubili, beta-glucani e composti bioattivi, lo Shiitake viene oggi utilizzato in nutraceutica per formulare protocolli mirati al benessere dell’apparato digerente e alla protezione del microbiota, sempre in associazione a una dieta equilibrata.
Dosaggio del fungo medicinale Shiitake
Il dosaggio dello Shiitake dipende dalla formulazione utilizzata, dalla concentrazione di beta-glucani e dagli obiettivi che hai quando inizi a integrarlo alla tua dieta. Le forme più diffuse in ambito nutraceutico sono:
- polvere di corpo fruttifero;
- estratto secco standardizzato;
- capsule e compresse;
- tisane e decotti;
- corpo fruttifero essiccato per uso alimentare.
Come alimento, il consumo di funghi Shiitake secchi non dovrebbe superare i 15 grammi al giorno, pari a circa 4 funghi reidratati. In forma di integratore alimentare, i dosaggi comunemente riportati vanno da 500 mg a 3 grammi al giorno, in base alla concentrazione dell’estratto e al contenuto di beta-glucani. Gli estratti standardizzati con almeno il 30% di beta-glucani sono tra i più utilizzati, poiché garantiscono una concentrazione costante dei principi attivi.
Una domanda ricorrente tra chi inizia ad assumere lo Shiitake come integratore riguarda dopo quanto fa effetto. Come per la maggior parte dei funghi medicinali, l’esperienza suggerisce che le prime settimane servono al corpo per assimilare i composti bioattivi, e i protocolli più diffusi consigliano cicli da 4 a 8 settimane, da rinnovare in base agli obiettivi personali.
Le capsule sono la forma più pratica da assumere durante la giornata, mentre la polvere consente di personalizzare il dosaggio e integrare lo Shiitake in bevande calde, frullati o piatti caldi. Prima di assumere qualsiasi integratore è opportuno seguire le indicazioni del produttore e, in presenza di situazioni particolari, confrontarsi con un professionista sanitario qualificato.
Perché scegliere le capsule bio di Shiitake Veeta
In Veeta abbiamo scelto di lavorare con estratti al 100% ottenuti dal corpo fruttifero dello Shiitake, perché è nel corpo fruttifero che si concentrano i beta-glucani e i composti bioattivi più studiati dalla ricerca scientifica. Il nostro Shiitake viene coltivato in Italia, in un ambiente che riproduce le circostanze naturali del fungo, su un substrato di riso e trucioli di legno. Questa scelta permette di ottenere un corpo fruttifero ricco e di qualità, senza forzature nella crescita.
Per estrarre queste sostanze usiamo solo acqua calda, con un metodo tradizionale che permette di concentrare il prodotto fino a dieci volte rispetto al fungo fresco. Questo significa che da 10 kg di Shiitake ne ricaviamo uno solo di estratto puro, liberando i polisaccaridi senza mai toccare solventi chimici. Il risultato è una polvere che contiene almeno il 30% di beta-glucani, una quota che nel mondo degli integratori rappresenta lo standard d’eccellenza. Per darti la massima sicurezza, lasciamo che sia un laboratorio esterno e indipendente a verificare e certificare ogni singolo lotto.
Abbiamo racchiuso questo estratto in capsule interamente vegetali, perfette anche per chi segue un’alimentazione vegana e facili da assumere ogni giorno.
Come per la maggior parte dei funghi medicinali, i cicli di assunzione consigliati si aggirano intorno alle 4 settimane, da rinnovare in base alle tue necessità. Per agevolare al massimo l’assunzione, abbiamo pensato a una confezione specifica da 120 capsule, l’ideale per coprire quaranta giorni esatti assumendone 3 al giorno, senza il pensiero di dover riacquistare il prodotto a metà percorso.
Combinare lo Shiitake con altri funghi medicinali e nutrienti
Come accade con molti rimedi tradizionali, anche lo Shiitake viene spesso proposto in combinazione con altri principi attivi. Uno degli abbinamenti più diffusi è quello con la vitamina C. Secondo le linee guida autorizzate dall’EFSA, la vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Nella micoterapia moderna Reishi, Shiitake e Maitake sono i tre funghi medicinali più studiati e vengono spesso associati tra loro all’interno di complessi funzionali.
Il Reishi (Ganoderma lucidum) è al centro di studi che ne stanno esplorando la relazione con la qualità del sonno e il tono dell’umore.
Il Maitake (Grifola frondosa) è oggetto di ricerca in relazione al metabolismo degli zuccheri e all’attività del sistema immunitario.
Insieme, questi tre funghi si completano in modo naturale, e le combinazioni più utilizzate comprendono anche:
- Cordyceps (Cordyceps sinensis), utilizzato per energia e prestazioni fisiche;
- Hericium erinaceus, studiato in relazione al sistema nervoso e alla sfera cognitiva;
- Piante adattogene come astragalo, echinacea e rodiola, apprezzate durante i cambi di stagione e facilmente reperibili sotto forma di capsule, compresse o tintura madre in erboristeria o in farmacia.
Precauzioni ed effetti indesiderati dello Shiitake
Lo Shiitake è generalmente considerato sicuro quando consumato in quantità normali come alimento o come integratore alimentare secondo le indicazioni del produttore.
Esistono comunque alcune situazioni in cui è opportuno prestare un po’ più di attenzione:
- allergia ai funghi;
- gravidanza e allattamento;
- assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti;
- patologie autoimmuni come lupus, sclerosi multipla, artrite reumatoide o tiroidite di Hashimoto, in cui una stimolazione immunitaria potrebbe interferire con la terapia in corso;
- soggetti sottoposti a trapianto di organi;
- persone con eosinofilia o disturbi ematologici specifici.
In alcune persone possono comparire lievi effetti gastrointestinali come nausea, gonfiore o alterazioni dell’alvo, soprattutto ai dosaggi più alti.
Sono state descritte inoltre rare reazioni cutanee legate al consumo di Shiitake crudo o poco cotto, di cui parliamo nel prossimo paragrafo.
Prima di iniziare l’assunzione di integratori a base di Shiitake, in presenza di terapie farmacologiche o situazioni cliniche particolari, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico.
La dermatite flagellata da Shiitake
Una possibile reazione all’assunzione di Shiitake è la dermatite flagellata da Shiitake, una manifestazione cutanea che compare in circa il 2% delle persone che consumano Shiitake crudo o poco cotto. È stata descritta per la prima volta da Nakamura nel 1977 e si presenta con papule eritematose lineari, pruriginose, disposte in strisce simili a segni di frustate, prevalentemente sul tronco, sulle braccia e sul collo. La reazione compare in genere entro 24-48 ore dall’ingestione e si risolve in 2-3 settimane.
La causa attribuita è il lentinano, un polisaccaride termolabile che viene degradato dalla cottura prolungata ad alte temperature. Per questa ragione la dermatite flagellata non si verifica quando il fungo viene cotto in modo completo.
Nei prodotti nutraceutici standardizzati, come gli estratti in capsule di Veeta, questa reazione non è possibile, poiché il processo di estrazione con acqua calda modifica la struttura del lentinano rispetto a quella presente nel fungo crudo [6].
Interazione con i farmaci
Lo Shiitake può influenzare alcuni processi fisiologici dell’organismo. Per questo motivo è importante prestare attenzione in caso di assunzione contemporanea di farmaci antidiabetici o ipoglicemizzanti, poiché potrebbe contribuire a una riduzione dei livelli di glucosio nel sangue.
Inoltre, il fungo Shiitake potrebbe avere effetti sulla coagulazione del sangue. L’utilizzo insieme a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici richiede cautela e il parere del medico, soprattutto nei soggetti predisposti a sanguinamenti o lividi.
Alcune ricerche preliminari suggeriscono possibili interazioni tra Shiitake e determinati farmaci immunosoppressori o cortisonici, in quanto l’azione del vegetale sulle difese biologiche potrebbe interferire con l’attività di queste terapie; tuttavia, le evidenze cliniche disponibili sono ancora limitate.
Perché lo Shiitake è ancora oggi così apprezzato
Il fascino dello Shiitake nasce dall’incontro tra una tradizione millenaria e una ricerca scientifica in continua evoluzione. Da alimento pregiato delle corti imperiali giapponesi a protagonista della moderna micoterapia, il Lentinula edodes ha attraversato secoli di conoscenze empiriche e decenni di studi.
Il lentinano è stato il primo composto di origine fungina ad essere approvato come farmaco adiuvante in ambito oncologico in Giappone, un riconoscimento che ha aperto la strada a un intero filone di ricerca sui polisaccaridi dei funghi medicinali.
Oggi lo Shiitake è uno dei funghi più consumati e studiati al mondo, con un profilo nutrizionale ricco e una storia scientifica che continua a evolversi.
Nutrienti principali
Lentinano
Una forma specifica e purificata di beta-glucano (tipica proprio dello Shiitake) dotata di una spiccata capacità di stimolare le difese dell’organismo e ridurre le infiammazioni.
Eritadenina
Un amminoacido raro presente quasi esclusivamente in questo fungo, fondamentale per sostenere il metabolismo dei lipidi e aiutare a regolare i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue.
Ergotioneina
Un amminoacido dall’effetto antiossidante straordinario che si concentra in organi come fegato, occhi e sistema nervoso, proteggendo le cellule dall’usura, dall’invecchiamento e dalla fatica muscolare.
Ergosterolo
Un composto vegetale che si trasforma naturalmente in Vitamina D2 quando il fungo viene esposto alla luce del sole; è essenziale per fissare il calcio nelle ossa e sostenere lo scudo immunitario.
Fibre prebiotiche
Carboidrati non digeribili che fungono da “nutrimento” per i batteri buoni dell’intestino (microbiota), favorendo la digestione, l’equilibrio intestinale e la salute generale.
Approfondisci
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Scarica la brochureBibliografia e fonti
[1] Dai X, Stanilka JM, Rowe CA, et al. Consuming Lentinula edodes (Shiitake) Mushrooms Daily Improves Human Immunity: A Randomized Dietary Intervention in Healthy Young Adults. Journal of the American College of Nutrition. 2015;34(6):478-487.;
[2] Vetvicka V, Vetvickova J. Immune-enhancing effects of Maitake (Grifola frondosa) and Shiitake (Lentinula edodes) extracts. Annals of Translational Medicine. 2014;2(2):14.;
[3] Bisen PS, Baghel RK, Sanodiya BS, Thakur GS, Prasad GB. Lentinus edodes: a macrofungus with pharmacological activities. Current Medicinal Chemistry. 2010;17(22):2419-2430.;
[4] Enman J, Rova U, Berglund KA. Quantification of the bioactive compound eritadenine in selected strains of shiitake mushroom (Lentinus edodes). Journal of Agricultural and Food Chemistry. 2007;55(4):1177-1180.;
[5] Finimundy TC, Dillon AJP, Henriques JAP, Ely MR. A Review on General Nutritional Compounds and Pharmacological Properties of the Lentinula edodes Mushroom. Food and Nutrition Sciences. 2014;5:1095-1105.;
[6] Nakamura T. Shiitake (Lentinus edodes) dermatitis. Contact Dermatitis. 1992;27(2):65-70.;
[7] Smith JA, Gordon LG, Mathew B, et al. AHCC® Supplementation to Support Immune Function to Clear Persistent Human Papillomavirus Infections. Frontiers in Oncology. 2022;12:881902.
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