Perché i multivitaminici possono aiutare memoria e cognizione
Melanie Murphy Richter, MS, RDN, dietista certificata e docente di Fisiologia della Nutrizione presso l’Università della California, Irvine, ha spiegato che le vitamine e i minerali contenuti nei multivitaminici agiscono come catalizzatori in diverse funzioni cerebrali.
“Per esempio, abbiamo bisogno di vitamine come la B6 e la B12 per produrre i neurotrasmettitori serotonina e dopamina nel cervello”, ha affermato.
Richter ha poi spiegato che i neurotrasmettitori inviano segnali ad altre parti del corpo.
“Se vengono prodotti in quantità insufficienti, le nostre vie di segnalazione rallentano o diventano inefficaci. Inoltre, la serotonina regola i nostri cicli di sonno. Una bassa produzione di serotonina può compromettere il sonno e accelerare l’invecchiamento dell’intero corpo, compreso il cervello”, ha aggiunto.
Altri micronutrienti presenti nei multivitaminici, come le vitamine C ed E, e minerali come il selenio e lo zinco, possono proteggere dai danni ossidativi legati al declino cognitivo legato all’età.
Richter ha sottolineato che i micronutrienti sono essenziali anche per la scomposizione dei macronutrienti come carboidrati, grassi e proteine. Una carenza di micronutrienti può impedire di trasformare il cibo in energia, privando anche il cervello dell’energia necessaria.
“Questo può causare annebbiamento mentale, scarsa capacità di richiamare i ricordi e, col tempo, un declino più grave”, ha spiegato.
Infine, Richter ha menzionato minerali come il magnesio, lo zinco e il rame, che sono fondamentali per mantenere la carica elettrica del cervello.
“Una quantità insufficiente di questi micronutrienti può portare a una comunicazione difettosa tra le cellule cerebrali e a un deterioramento delle nostre funzioni cerebrali complessive”, ha osservato.
Dovresti prendere un integratore multivitaminico?
Claire Sexton, DPhil, direttrice senior dei programmi scientifici e della sensibilizzazione presso l’Alzheimer’s Association, ha affermato che, sebbene questi risultati siano incoraggianti, la medicina non è ancora pronta a raccomandare l’uso diffuso dei multivitaminici per prevenire il declino cognitivo.
“Sono necessari studi indipendenti su popolazioni più ampie, diversificate e rappresentative”, ha dichiarato.
“È fondamentale che i trattamenti e le prevenzioni future siano efficaci per tutte le popolazioni”, ha aggiunto Sexton. “Il COSMOS-Clinic, ad esempio, aveva meno del 2% di partecipanti non bianchi nel gruppo dei multivitaminici e il 5% nel gruppo placebo.”
Sexton ha comunque riconosciuto che i multivitaminici sono facilmente reperibili e relativamente accessibili. “Con la conferma, questi risultati promettenti potrebbero avere un impatto significativo sulla salute pubblica – migliorando la salute del cervello, riducendo i costi sanitari e alleviando il carico sui caregiver, soprattutto tra gli anziani.”
Ha inoltre consigliato alle persone di parlare con il proprio medico dei benefici e dei rischi di qualsiasi integratore alimentare che stanno assumendo, inclusi i multivitaminici, sottolineando che, sebbene sia preferibile ottenere i nutrienti attraverso una dieta equilibrata, ciò non è sempre possibile per tutti.

Quali sono i migliori integratori per contrastare il declino cognitivo?
Due funghi medicinali per la salute del cervello
Due funghi medicinali sono particolarmente utili per migliorare la salute cerebrale: il Reishi (Ganoderma lucidum) e il Lion’s Mane (Hericium erinaceus). Questi funghi hanno mostrato risultati promettenti sia per l’Alzheimer che per altre forme di demenza, come documentato da numerosi studi clinici [1, 2, 5, 6].
L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza, rappresentando il 60–70% dei casi secondo l’OMS. È una malattia progressiva che colpisce il pensiero, il comportamento e le abilità sociali, compromettendo la capacità di una persona di vivere autonomamente. L’età rappresenta un fattore di rischio rilevante, ma l’Alzheimer non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento: la demenza può manifestarsi anche prima dei 65 anni, rappresentando il 9% dei casi.
Abitudini sane come esercizio fisico e mentale, astensione da fumo e alcol, controllo del peso e della pressione, integrazione mirata possono ridurre il rischio o rallentare il decorso della malattia.
Micoterapia per l’Alzheimer
L’uso della micoterapia per l’Alzheimer si concentra su estratti puri e standardizzati di Criniera di Leone e Reishi. Diversi studi hanno dimostrato che l’integrazione con questi funghi può ridurre il rischio di declino cognitivo e produrre effetti antidemenza.
L’Hericium erinaceus, detto anche Lion’s Mane o “criniera di leone”, è conosciuto per la capacità di rigenerare i neuroni danneggiati e migliorare la mielinizzazione grazie agli ericenoni presenti nel suo estratto: questi composti stimolano il fattore di crescita nervosa (NGF), favorendo la rigenerazione neuronale [3, 4].
Uno studio clinico controllato in doppio cieco ha dimostrato che l’assunzione di Lion’s Mane migliora l’attenzione, la memoria e le capacità visuospaziali nei soggetti con lieve compromissione cognitiva [1]. Un secondo studio pilota randomizzato con placebo ha confermato l’efficacia dell’estratto arricchito di erinacina A nella prevenzione precoce dell’Alzheimer [2].
Il Ganoderma lucidum, meglio conosciuto come Reishi, esercita un potente effetto neuroprotettivo grazie alle sue proprietà antiossidanti. I suoi principi attivi, tra cui i triterpeni dell’acido ganoderico, contrastano l’ossidazione legata all’età e migliorano le funzioni cognitive [5, 6].
Studi su modelli murini di Alzheimer hanno mostrato che i triterpenoidi del Ganoderma lucidum riducono l’apoptosi neuronale inibendo la via di segnalazione ROCK [5], mentre i polisaccaridi dello stesso fungo promuovono la proliferazione dei progenitori neurali e migliorano la funzione cognitiva [6].
Altri supporti naturali per la memoria e la salute cognitiva
La micoterapia rappresenta l’approccio più solido e meglio documentato per sostenere la salute cerebrale. Accanto a Criniera di Leone e Reishi, la ricerca ha esplorato altri nutrienti naturali che, pur con prove meno conclusive, possono affiancare un protocollo di integrazione fungina con benefici complementari.
- Ginkgo biloba;
- Omega-3;
- Curcuma;
- Vitamina E;
- Vitamine del gruppo B.