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Miglioramento cognitivo

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Lion's Mane

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Funghi Medicinali
Rating 4,67 (3)
Ricco di beta-glucani, erinacine ed ericenoni, l'Hericium (Hericium erinaceus) supporta la salute cognitiva, il sistema nervoso e la salute gastrointestinale....
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Reishi

Reishi

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Funghi Medicinali
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Il reishi (Ganoderma lucidum) è uno dei rimedi più studiati della medicina tradizionale cinese, usato da oltre 2.000 anni per...
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Perché i multivitaminici possono aiutare memoria e cognizione

Melanie Murphy Richter, MS, RDN, dietista certificata e docente di Fisiologia della Nutrizione presso l’Università della California, Irvine, ha spiegato che le vitamine e i minerali contenuti nei multivitaminici agiscono come catalizzatori in diverse funzioni cerebrali.

“Per esempio, abbiamo bisogno di vitamine come la B6 e la B12 per produrre i neurotrasmettitori serotonina e dopamina nel cervello”, ha affermato.

Richter ha poi spiegato che i neurotrasmettitori inviano segnali ad altre parti del corpo.

“Se vengono prodotti in quantità insufficienti, le nostre vie di segnalazione rallentano o diventano inefficaci. Inoltre, la serotonina regola i nostri cicli di sonno. Una bassa produzione di serotonina può compromettere il sonno e accelerare l’invecchiamento dell’intero corpo, compreso il cervello”, ha aggiunto.

Altri micronutrienti presenti nei multivitaminici, come le vitamine C ed E, e minerali come il selenio e lo zinco, possono proteggere dai danni ossidativi legati al declino cognitivo legato all’età.

Richter ha sottolineato che i micronutrienti sono essenziali anche per la scomposizione dei macronutrienti come carboidrati, grassi e proteine. Una carenza di micronutrienti può impedire di trasformare il cibo in energia, privando anche il cervello dell’energia necessaria.

“Questo può causare annebbiamento mentale, scarsa capacità di richiamare i ricordi e, col tempo, un declino più grave”, ha spiegato.

Infine, Richter ha menzionato minerali come il magnesio, lo zinco e il rame, che sono fondamentali per mantenere la carica elettrica del cervello.

“Una quantità insufficiente di questi micronutrienti può portare a una comunicazione difettosa tra le cellule cerebrali e a un deterioramento delle nostre funzioni cerebrali complessive”, ha osservato.

Dovresti prendere un integratore multivitaminico?

Claire Sexton, DPhil, direttrice senior dei programmi scientifici e della sensibilizzazione presso l’Alzheimer’s Association, ha affermato che, sebbene questi risultati siano incoraggianti, la medicina non è ancora pronta a raccomandare l’uso diffuso dei multivitaminici per prevenire il declino cognitivo.

“Sono necessari studi indipendenti su popolazioni più ampie, diversificate e rappresentative”, ha dichiarato.

“È fondamentale che i trattamenti e le prevenzioni future siano efficaci per tutte le popolazioni”, ha aggiunto Sexton. “Il COSMOS-Clinic, ad esempio, aveva meno del 2% di partecipanti non bianchi nel gruppo dei multivitaminici e il 5% nel gruppo placebo.”

Sexton ha comunque riconosciuto che i multivitaminici sono facilmente reperibili e relativamente accessibili. “Con la conferma, questi risultati promettenti potrebbero avere un impatto significativo sulla salute pubblica – migliorando la salute del cervello, riducendo i costi sanitari e alleviando il carico sui caregiver, soprattutto tra gli anziani.”

Ha inoltre consigliato alle persone di parlare con il proprio medico dei benefici e dei rischi di qualsiasi integratore alimentare che stanno assumendo, inclusi i multivitaminici, sottolineando che, sebbene sia preferibile ottenere i nutrienti attraverso una dieta equilibrata, ciò non è sempre possibile per tutti.
Coppia di anziani sorridenti che mostrano il pollice in su all’aperto in un contesto urbano con luce naturale e atmosfera positiva

Quali sono i migliori integratori per contrastare il declino cognitivo?

Due funghi medicinali per la salute del cervello

Due funghi medicinali sono particolarmente utili per migliorare la salute cerebrale: il Reishi (Ganoderma lucidum) e il Lion’s Mane (Hericium erinaceus). Questi funghi hanno mostrato risultati promettenti sia per l’Alzheimer che per altre forme di demenza, come documentato da numerosi studi clinici [1, 25, 6].

L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza, rappresentando il 60–70% dei casi secondo l’OMS. È una malattia progressiva che colpisce il pensiero, il comportamento e le abilità sociali, compromettendo la capacità di una persona di vivere autonomamente. L’età rappresenta un fattore di rischio rilevante, ma l’Alzheimer non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento: la demenza può manifestarsi anche prima dei 65 anni, rappresentando il 9% dei casi.

Abitudini sane come esercizio fisico e mentale, astensione da fumo e alcol, controllo del peso e della pressione, integrazione mirata possono ridurre il rischio o rallentare il decorso della malattia.

Micoterapia per l’Alzheimer

L’uso della micoterapia per l’Alzheimer si concentra su estratti puri e standardizzati di Criniera di Leone e Reishi. Diversi studi hanno dimostrato che l’integrazione con questi funghi può ridurre il rischio di declino cognitivo e produrre effetti antidemenza.

L’Hericium erinaceus, detto anche Lion’s Mane o “criniera di leone”, è conosciuto per la capacità di rigenerare i neuroni danneggiati e migliorare la mielinizzazione grazie agli ericenoni presenti nel suo estratto: questi composti stimolano il fattore di crescita nervosa (NGF), favorendo la rigenerazione neuronale [3, 4].

Uno studio clinico controllato in doppio cieco ha dimostrato che l’assunzione di Lion’s Mane migliora l’attenzione, la memoria e le capacità visuospaziali nei soggetti con lieve compromissione cognitiva [1]. Un secondo studio pilota randomizzato con placebo ha confermato l’efficacia dell’estratto arricchito di erinacina A nella prevenzione precoce dell’Alzheimer [2].

Il Ganoderma lucidum, meglio conosciuto come Reishi, esercita un potente effetto neuroprotettivo grazie alle sue proprietà antiossidanti. I suoi principi attivi, tra cui i triterpeni dell’acido ganoderico, contrastano l’ossidazione legata all’età e migliorano le funzioni cognitive [5, 6].

Studi su modelli murini di Alzheimer hanno mostrato che i triterpenoidi del Ganoderma lucidum riducono l’apoptosi neuronale inibendo la via di segnalazione ROCK [5], mentre i polisaccaridi dello stesso fungo promuovono la proliferazione dei progenitori neurali e migliorano la funzione cognitiva [6].

Altri supporti naturali per la memoria e la salute cognitiva

La micoterapia rappresenta l’approccio più solido e meglio documentato per sostenere la salute cerebrale. Accanto a Criniera di Leone e Reishi, la ricerca ha esplorato altri nutrienti naturali che, pur con prove meno conclusive, possono affiancare un protocollo di integrazione fungina con benefici complementari.

  • Ginkgo biloba;
  • Omega-3;
  • Curcuma;
  • Vitamina E;
  • Vitamine del gruppo B.

 

FAQ

Il Lion’s Mane contiene ericenoni, composti che stimolano la produzione del fattore di crescita nervosa (NGF), una proteina essenziale per la rigenerazione e la protezione dei neuroni. In pratica, questo fungo aiuta il cervello a riparare i danni e a mantenere le connessioni neurali in buona salute, con effetti documentati su memoria, attenzione e capacità visuospaziali.
No, e anzi è più efficace come prevenzione. Uno studio clinico in doppio cieco ha mostrato miglioramenti significativi in persone con lieve compromissione cognitiva. Un secondo studio randomizzato ha confermato l’efficacia dell’estratto di erinacina A proprio nella prevenzione precoce dell’Alzheimer. Aspettare i sintomi per iniziare non è la scelta più intelligente.
Sì, e il meccanismo è abbastanza chiaro. I triterpeni del Reishi — in particolare gli acidi ganodericí — contrastano lo stress ossidativo che si accumula nei neuroni col passare degli anni. Studi su modelli animali di Alzheimer hanno mostrato che riducono la morte cellulare neuronale e che i polisaccaridi dello stesso fungo stimolano la nascita di nuove cellule nervose.
Le ricerche dicono di sì, almeno in termini di riduzione del rischio e rallentamento del decorso. L’Alzheimer rappresenta il 60–70% di tutti i casi di demenza nel mondo: agire prima che i sintomi compaiano è la strategia più sensata. Lion’s Mane e Reishi sono i funghi con le prove più solide in questo senso, documentate da studi clinici pubblicati.
Sono i composti bioattivi responsabili dell’effetto più interessante di questo fungo: stimolano la produzione del fattore di crescita nervosa, che serve al cervello per riparare i neuroni danneggiati e mantenere in buono stato la mielina, la guaina protettiva che riveste le fibre nervose. Senza mielina integra, i segnali cerebrali si trasmettono male e più lentamente.
Sì, e in molti casi funziona meglio così. Omega-3, curcuma, Ginkgo biloba, vitamina E e vitamine del gruppo B possono affiancare la micoterapia con effetti complementari. Le prove su questi ingredienti sono meno solide rispetto ai funghi medicinali, ma inseriti in un protocollo ben costruito possono dare un contributo aggiuntivo utile.
Probabilmente sì. Il declino cognitivo inizia molto prima che diventi visibile: lo stress ossidativo e l’infiammazione si accumulano silenziosamente per anni. Iniziare con Lion’s Mane e Reishi come supporto preventivo nella mezza età — quando tutto sembra ancora funzionare bene — è esattamente il momento più utile per farlo.
Lion’s Mane e Reishi hanno un profilo di sicurezza ben documentato e vengono tollerati bene dalla maggior parte delle persone in uso quotidiano prolungato. Chi segue terapie neurologiche o oncologiche, o ha patologie diagnosticate, dovrebbe comunque parlarne prima con il proprio medico: non per paura, ma per essere sicuri che si integrino bene con il resto.
Non è una scelta tra l’uno e l’altro: agiscono su livelli diversi. I multivitaminici correggono carenze nutritive che rallentano le funzioni cerebrali di base. I funghi medicinali vanno più in profondità, stimolando la rigenerazione neuronale e la neuroprotezione. Usarli insieme, all’interno di un approccio integrato, è semplicemente la strategia più completa.

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